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Palazzo Prosperi Sacrati torna a splendere dopo 30 anni: come sarà il nuovo polo museale di Ferrara?

Palazzo Prosperi Sacrati torna a splendere dopo 30 anni: come sarà il nuovo polo museale di Ferrara?

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Nel comunicato stampa con cui il Comune di Ferrara presenta l’inaugurazione di Palazzo Prosperi Sacrati, completamente restaurato dopo quasi trent’anni di chiusura e abbandono, viene ripetuta la parola restituito ben nove volte. Ma questo palazzo non è praticamente mai stato dei ferraresi e più che restituito oggi bisogna festeggiare perché per la prima volta diventa spazio pubblico. Un palazzo recuperato al degrado e valorizzato con grande gusto e un luogo in più dedicato alle arti e alla cultura, tassello mancante del quadrivio rossettiano, dove presto le luci torneranno ad accendersi.

Gioiello del Rinascimento ferrarese, realizzato tra il 1492 e il 1514 per il medico ducale Francesco da Castello, su commissione di Ercole I d’Este, nei secoli ha attraversato passaggi ereditari, usi militari e lunghi periodi di abbandono che ne hanno compromesso gli apparati decorativi e l’integrità strutturale. Quando il Comune di Ferrara acquista l’edificio dal Ministero della Difesa nel 1999 lo trova partizionato in tanti appartamenti ad uso dei militari: cucine, bagni, piastrellature, controsoffitti. Ho avuto la fortuna di entrare nel palazzo nel 2014, per un articolo di Listone Mag a cura di Davide Nanni, quando di fatto tutto era ancora congelato dagli anni di abbandono, e se siete curiosi di leggere tutta la sua storia si trova qui.

Come si dice: una volta qui dietro era tutta campagna. Palazzo Prosperi Sacrati negli anni Settanta

Nel 2004 un primo cantiere serve a rifare la copertura, rimuovendo contestualmente le parti non pertinenti. Poi un cantiere della Soprintendenza, nel 2007, fermo già l’anno successivo. Nel 2012 grazie ai finanziamenti post sisma qualcosa inizia a muoversi e con un lavoro sinergico tra istituzioni si riavvia il percorso, che ha uno snodo cruciale nel 2018 quando il Cipe, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, approva un piano di investimenti per rafforzare l’offerta culturale e i sistemi di promozione turistica. Ministro dei Beni Culturali è allora Dario Franceschini e 5 milioni di euro finiscono proprio nella sua Ferrara per riprendere il cantiere di Palazzo Prosperi Sacrati. L’importo complessivo dei lavori è quindi di 7 milioni di euro, 5 come detto da Roma, 1,7 milioni dalla Regione Emilia-Romagna e 600mila euro dal Comune di Ferrara. Tre anni di lavori che si concludono oggi e 2.700 m² pronti per diventare un nuovo polo dell’arte contemporanea, a due passi da Palazzo dei Diamanti.

La vocazione del nuovo Palazzo Prosperi Sacrati è dunque espositiva, andando ad arricchire un’area che comprende Palazzo dei Diamanti, Spazio Antonioni e Palazzo Massari che riaprirà tra pochi mesi, riportando in vita il Museo dell’Ottocento, il Museo Giovanni Boldini e il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea De Pisis. Lo scorso 29 maggio il Comune ha pubblicato un bando per individuare l’ente gestore che si farà carico di tutti gli oneri, dell’operatività e manutenzione di questo spazio: un compito complesso da cui dipenderà a tutti gli effetti la programmazione di eventi al pubblico in futuro. Si cerca “un soggetto con vocazione culturale e museale, radicato nel territorio, capace di costruire sinergie e dialogare con gli importanti poli culturali vicini”. Un profilo alto per un impegno economico importante: a fine giugno sapremo già l’esito e chi sarà a prendere le redini del palazzo.

In coda per rivederlo – foto di Eugenio Ciccone

Diamo un’occhiata intanto al progetto: affidato allo Studio di Architettura Zermani e Associati con la direzione lavori dell’architetto Paolo Zermani, si fonda su tre principi: rigore, continuità costruttiva e leggibilità dell’evoluzione storica.

La filosofia di intervento ha puntato all’eliminazione degli elementi incongrui aggiunti al corpo originario, al consolidamento strutturale, al restauro e alla reintegrazione delle parti decorate, dotando l’edificio dei servizi necessari alla nuova destinazione museale. Il recupero del rapporto con il giardino ha completato la restituzione del Palazzo alla sua postura urbana originaria, con la ricostruzione differente dei due muri perimetrali e l’apertura di un varco su corso Rossetti. All’interno del giardino, sul sedime rinvenuto negli scavi, una nuova vera da pozzo regola la percezione dello spazio, in omaggio al carattere metafisico della città“, ha spiegato il progettista Zermani.

In effetti una delle prime cose che salta agli occhi è il muro che delimita il cortile interno, del tutto nuovo rispetto a prima, andando ad espandere leggermente gli spazi: i due muri novecenteschi in stato di crollo sono stati demoliti e ricostruiti in posizione traslata. Quello verso l’adiacente Liceo Ariosto è stato avanzato, ricavando un nuovo varco di accesso su Corso Rossetti (prima era ingresso secondario del Liceo) e un’area verde allineata con il fronte del palazzo. Il muro a nord è stato forato da quattro aperture verso il giardino laterale, donando una visuale che omaggia dichiaratamente la metafisica di De Chirico. Al centro una vera da pozzo completa il giardino tra percorsi in terra stabilizzata e aiuole in corten.

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All’interno nei saloni di entrambi i piani, negli spazi dedicati all’attività espositiva, sono stati recuperati i frammenti degli apparati pittorici e plastici emersi dopo la rimozione dei controsoffitti novecenteschi. Intonaci storici, stucchi, cornici, lacerti di affreschi sono stati trattati con puliture selettive e consolidamenti localizzati. Le travi lignee dipinte del piano nobile sono state restaurate come sono stati ricomposti i portali lignei del percorso centrale.

Monumentale – foto di Eugenio Ciccone

Lo scalone monumentale settecentesco, la fotografatissima scala elicoidale a pianta ellittica, era diventato rifugio per decine di piccioni, ma non versava in condizioni tutto sommato pessime ed è stato restaurato con tecniche a bassa invasività, restituendo ai marmi e agli stucchi il loro chiaroscuro originale. Le pavimentazioni interne sono state rifatte integralmente in seminato alla veneziana, tutti i serramenti sono nuovi, anche se da fuori quasi non si notano differenze, ma da una porta finestra è ora possibile accedere al terrazzino soprastante il portale monumentale (almeno la sera inaugurale, tanto che abbiamo sentito in molti l’esigenza di immortalare questo momento speciale con selfie e foto ricordo).

Insomma cosa farne di questo nuovo Palazzo Prosperi Sacrati? La nuova riorganizzazione funzionale prevede servizi al piano terra, con accoglienza e biglietteria aperti al pubblico e spazi per eventi affacciati sul loggiato e sul giardino, sale polifunzionali al piano ammezzato e sale espositive al piano nobile. L’allestimento museale è concepito come macchina espositiva reversibile: pareti in cartongesso distanziate dalle murature, impianti integrati a minimo impatto e illuminazione su binari regolabili. Il giardino riqualificato completa l’offerta con spazi per eventi all’aperto.

Le potenzialità ci sono tutte: Ferrara necessita di uno spazio per l’arte contemporanea (a maggior ragione da quando il PAC ha ceduto il posto allo Spazio Antonioni) ma che sia competitivo a livello nazionale, capace di attrarre grandi nomi e mostre di richiamo come già succede al vicino Palazzo dei Diamanti. Necessita di un luogo dove il mondo della cultura locale possa trovare spazio per organizzare eventi, rassegne, incontri e dibattiti, che escano per un attimo dal perimetro della Ferrara capitale del Rinascimento per parlare piuttosto di quella del Novecento. E che possa dare spazio ai linguaggi più moderni, alle sperimentazioni che vengono da lontano, che torni a creare ponti e suggestioni con l’estero, un po’ come succedeva alcuni decenni fa e come la mostra di Andy Warhol ci racconta nuovamente in questi mesi. Magari sfruttando anche lo spazio del porticato per fare teatro all’aria aperta o una nuova sala polivalente dedicata a rappresentazioni e proiezioni. Lo spazio non manca e le suggestioni sono tante, il contenitore ora è prezioso, ancora vuoto ma appartiene finalmente a tutti i ferraresi: speriamo di poterlo vedere al più presto pieno di idee e di persone. Bentornato a spendere Palazzo Prosperi Sacrati.

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