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Tutto quello che avreste voluto sapere sul TEDxFerrara

Tutto quello che avreste voluto sapere sul TEDxFerrara

La settima edizione del TEDx a Ferrara è in programma per il 4 luglio, per la prima volta all’aperto: abbiamo intervistato Marco Antonio Rizzo, che nel 2019 ha avuto l’intuizione di portare il format americano in città
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Il prossimo sabato 4 luglio arriva la settima edizione di TedxFerrara, l’evento che porta sul palco persone che si sono distinte in particolari ambiti e raccontano la propria esperienza in massimo 18 minuti, il limite ideale per mantenere alta l’attenzione del pubblico.

Il format è stato ideato nel 1984 nella Silicon Valley dall’architetto e designer Richard Saul Wurman e dal broadcast designer Harry Marks, per mettere in condivisione idee che potessero essere di ispirazione. Si è poi diffuso in tutto il mondo ed ha ospitato personalità come il fondatore di Microsoft Bill Gates, i cofondatori di Google Sergey Brin e Larry Page, il cofondatore di Wikipedia Jimmy Wales, l’ex presidente degli USA Bill Clinton, fino a Papa Francesco. A Ferrara è arrivato nel 2019 grazie all’intuizione di Marco Antonio Rizzo, che ne è anche il licenziatario locale. A lui abbiamo chiesto tutto quello che c’è da sapere per prepararsi a questo evento: dalle informazioni base per principianti che lo scoprono per la prima volta, fino a quelle per esperti che si riascoltano i podcast dei talk. Partiamo.

Che cosa significa Tedx?
È l’acronimo di Technology Entertainment Design, le macroaree attorno a cui ruotano i talk. La “x” contrassegna l’evento organizzato in modo indipendente seguendo gli standard dell’organizzazione no-profit nata in California 30 anni fa e che ci ha concesso l’uso della licenza, al momento intestata a me. I criteri di selezione e i controlli sono molto rigidi e stringenti sia per ottenerla, sia per mantenerla. Prima di me a Ferrara ci avevano già provato altri senza successo. Verificano diverse cose: studi, lavoro, cosa pubblichi sui social. Prima di iniziare abbiamo avuto quattro mesi di revisioni e controlli, poi finalmente ci hanno autorizzato a partire. Ci sono regole precise anche sugli sponsor per garantire la nostra indipendenza: devono condividere la visione filantropica dell’evento, possono avere banner sul sito, ma non possono salire sul palco o pagare per avere visibilità. Sul palco ci devono essere solo il presentatore e lo speaker nell’iconico “red dot” il cerchio rosso all’interno del quale si muove“.

Quali le novità di questa edizione?
Saremo per la prima volta all’aperto al Parco Pareschi, ospitati all’arena Coop Alleanza gestita da Arci Ferrara. Avevamo già tentato un’edizione outdoor nel 2020, l’anno del Covid. Avremmo dovuto essere al Ferrara Summer Festival, poi ha diluviato e abbiamo ripiegato sul Teatro Nuovo, tutti con le mascherine, però sold-out con 400 persone. Quindi questa è la prima edizione ufficialmente in esterno. Altra novità è l’after party, una sorta di dopo Tedx che ci accompagnerà fino a mezzanotte grazie alla musica degli amici di Nodo, Net of Different Oddities. Una nuova attività a cui avranno accesso i possessori del biglietto“.

Come sarà scandito l’evento?
Cominciamo sabato mattina con le adventures, due fasce di attività gratuite e aperte a tutti, al Parco Pareschi dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19. Yoga, slackline, improvvisazione teatrale, composizione floreale, terrari, profumeria, tessuti aerei, illustrazione, degustazioni di miele e birra, orto urbano e Balfolk. Per poi arrivare alla serata principale: dalle 20 talk a cura degli 8 speaker dell’edizione 2026“.

Che cosa sono le adventures che proponete oltre ai talk?
Volevamo trovare un modo per avvicinare maggiormente il pubblico e creare una community che potesse non solo ascoltare, ma anche partecipare attivamente divertendosi e conoscendosi, quindi abbiamo coinvolto tanti partner, ogni anno diversi. Dall’inizio abbiamo realizzato una settantina di adventures per conoscere alcune attività locali, sono sempre molto gettonate e vanno quasi subito sold out. Questo mostra che le persone apprezzano il coinvolgimento e queste iniziative collaterali sono importanti tanto quanto il resto“.

Quale il tema di quest’anno? Chi sono gli speaker?
Con i volontari che collaborano all’organizzazione facciamo dei brainstorming interni per individuare gli argomenti da trattare e andiamo via via scremando fino a tenerne solo uno, attorno a cui ruotano poi i talk. Quest’anno il tema è “Interferenze”, mondi diversi che si toccano per capire cosa si può generare. Ne parleranno Francesca Casalino, imprenditrice e Ceo di Lfa Srl Società Benefit – WeMaMy (L’impresa umanocentrica), Gennaro Madera, poeta, scrittore e operatore culturale (Ha ancora senso la poesia nell’era dell’AI?), Elisa Marzola, esperta di benessere abitativo e consulente di spazi (Abitare la rigenerazione: lo spazio domestico come catalizzatore del benessere), Michele Sabatino, autore e divulgatore sportivo, fondatore di Wikisport (L’atletica italiana e le interferenze culturali che ci rendono più forti), Fosbury Architecture, collettivo di architettura e ricerca urbana (Reinterpretare l’esistente), Nicoletta Natalini, Direttrice Generale delle Aziende Sanitarie di Ferrara (Sanità e innovazione: l’equilibrio tra vecchio e nuovo), Edo Righini, content creator, copywriter e autore, Guido Barbujani, genetista e scrittore, docente di Genetica all’Università di Ferrara (Genetica, DNA e identità: chi siamo davvero). A presentare ci sarà Paolo Franceschini, conduttore, speaker, animatore, autore, oltre che appassionato di bicicletta“.

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Come sono stati scelti?
Il nostro mandato è cercare talenti del luogo per raccontare il luogo, quindi ferraresi o che svolgono qui la loro attività. Cercando di mantenere equilibrio tra presenze maschili e femminili. Non ci sono limiti di età, anche se cerchiamo di valorizzare le nuove generazioni. Si può accedere in due modi: attraverso una candidatura spontanea, che noi apriamo da novembre a marzo, o attraverso un invito diretto da parte nostra“.

Chi c’è dietro a TedxFerrara?
Siamo 25 volontari, quasi tutti under 30, divisi in quattro task: una si occupa delle partnership, una della logistica con l’allestimento dell’evento, la task curator si dedica alla selezione e accompagnamento degli speaker e poi c’è il team comunicazione. A coordinare tutto c’è un project manager che offre supporto affinché si possano raggiungere gli obiettivi“.

In questi anni, qual è lo speech che ti è rimasto nel cuore?
Non ho un talk preferito perché tutti i talk che sono andati sul palco del TedxFerrara hanno subito un processo di selezione, stesura e cura molto dettagliato e professionale. Se posso esprimere una preferenza — non per idea, ma per momento — quello più delicato per me e per l’associazione è stato il primo talk di TedxFerrara 2020, l’edizione più complicata in assoluto: eravamo sottoposti a restrizioni e lo avevamo già rinviato una volta da maggio. Per me sentire quello speaker iniziare il proprio talk è stata una liberazione indescrivibile“.

Se fossi chiamato tu sul palco per un talk, di cosa parleresti?
Lavorando per Laboratori Aperti, che gestisce l’ex teatro Verdi, io sono appassionato del concetto di “terzo luogo” coniato dal sociologo Ray Oldenburg nel 1989. Indica uno spazio di socializzazione informale, neutrale e accessibile. È l’ambiente in cui le persone si riuniscono regolarmente per rilassarsi, lontano sia dall’abitazione (primo luogo) sia dal posto di lavoro (secondo luogo). Probabilmente, dunque, parlerei dell’importanza di questo spazio che va oltre la famiglia, la casa oltre il lavoro: uno spazio di comunità per ritrovarsi, confrontarsi, parlare, ispirarsi, domandare, rispondere. Uno spazio che appunto può essere anche il Tedx dove le persone possono creare relazioni e crescere assieme“.

Il Tedx si paga?
Sì, ci sono due tipologie di biglietti una standard e una con il box cena. Si paga perché gli eventi hanno un costo, dal service al merchandising, dal presidio all’organizzazione, dal rimborso spese per viaggio, vitto e alloggio degli speaker alle commissioni sui biglietti. I volontari che si mettono a disposizione abbattono i costi del personale, che ha un enorme valore in termini di tempo e di umanità“.

Cosa sperate si porti a casa il pubblico?
Speriamo innanzitutto che si diverta e sia contento. Per noi il 4 luglio non è la settima edizione, ma all’inizio dell’ottava, perché vorremmo creare un pubblico che si fidelizzi, che lo viva come un appuntamento fisso, al di là del costo che sappiamo quest’anno è leggermente più alto rispetto agli altri anni perché i costi organizzativi sono aumentati. Per questo ci siamo impegnati per migliorare ancora di più l’offerta, perché le persone tornino e ci vedano come un punto di riferimento annuale per raccogliere nuove idee e fare network. Lo stesso vale per i nostri partner, che continuano a credere in noi e senza i quali tutto questo non sarebbe possibile“.


Informazioni
TEDxFerrara, 4 luglio 2026 – Parco Pareschi
Programma e biglietti: tedxferrara.com

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