Netsity, una rete di giovani per promuovere la cultura6 minuti

«Netsity, con la “s” non con la “c”»
«… e cosa significa?»
«Sta per Network for a Smart City».

È questa la primissima cosa che mi dice Nicola Minelli, subito dopo essersi presentato e avermi fatto accomodare in uno storico bar del centro di Ferrara. Accanto a lui si siede Edoardo Boselli, artista, presentatore e attore, nonchè collega di Nicola all’interno dell’associazione Netsity, una realtà fortemente voluta da un gruppo di ragazzi, nata due anni fa con l’obiettivo di mettere in rete i luoghi culturali della città, per creare progetti atti a valorizzare il patrimonio ferrarese. Mentre ordino un cappuccino Nicola, fondatore e presidente dell’associazione, inizia a raccontarmi che Netsity è stata presentata ufficialmente nel 2016 al teatro Ferrara Off. 

Quante persone fanno parte di Netsity?
Nicola: siamo circa una decina, tutti giovani universitari vogliosi di fare rete e promuovere la cultura in modo innovativo.

Com’è nata l’associazione?
Nicola: Nasce da un progetto incentrato sulla lettura che si chiamava “Salotto Ferrara”. Inizialmente eravamo solo un gruppo di amici che si ritrovava per confrontarsi, poi abbiamo creato una vera e propria associazione all’interno della quale ciascuno porta il proprio contributo. Il principio su cui si fonda Netsity è l’unione dei talenti. Sei particolarmente portato per una determinata cosa? Condividila con l’associazione e verrà valorizzata. In questo modo tutti possono apportare qualcosa, contribuendo personalmente. Ecco, questo è ciò in cui noi crediamo…

Quanti progetti avete realizzato da quando vi siete “associati”?
Nicola: Eh…parecchi! All’inizio abbiamo messo in campo progetti di lettura divisi per fasce d’età. Con la gelateria la Romana, ad esempio, avevamo ideato Il salottino dei bambini, incontro fisso del martedì pomeriggio per ben 18 mesi, dove venivano fatte letture collettive di testi selezionati e forniti dal Libraccio di Ferrara. Tutto era stato fatto “su misura” per loro: tavolini, piccole lavagnette,… l’obiettivo era collocare un punto di lettura in un luogo non convenzionale. Parallelamente, al Ferrara Off, avevamo organizzato un gruppo di lettura per gli adolescenti: mensilmente si prendeva un libro e se ne discuteva anche da un punto di vista multimediale, tramite video e audio, per garantire una stimolazione sensoriale a tutto tondo. Sempre con l’intento di suddividere i progetti dedicati alla lettura per fasce d’età, ogni mese, presso il Ridotto del teatro Comunale, il Professor Claudio Cazzola organizzava letture per adulti su Bassani, spesso accompagnate dal pianoforte, per dare all’incontro una dimensione più dinamica.

Quindi ancora oggi organizzate progetti di lettura?
Nicola: Diciamo che dopo il primo anno è cambiato tutto. Abbiamo iniziato a organizzare eventi “brevi” che generalmente si svolgono in giornata o nell’arco di qualche giorno e, soprattutto, più smart, in linea con il nome stesso dell’associazione. Un progetto di cui andiamo fieri è Backstage Live, che ha reso il Comunale uno dei primi teatri italiani a promuovere l’uso dei social network. Veniva infatti ripreso in diretta Facebook il “dietro le quinte” degli spettacoli di prosa, nei dieci minuti che anticipano lo show. L’obiettivo, oltre a quello di mostrare cosa si può fare grazie a un uso consapevole dei social media, era quello di svelare alcuni dei luoghi meno accessibili di un teatro. Ragazzi Digitali invece mira a sensibilizzare i giovani sui media e l’uso di Internet. Ogni anno organizziamo incontri con gli studenti delle scuole medie e superiori e cerchiamo sempre di trattare queste tematiche in maniera divertente e giocosa. Alla fine somministriamo un questionario ai ragazzi, fondamentale per ricevere utili feedback. 

Mentre mi racconta di tutto ciò che hanno ideato e portato a termine con successo, Nicola gesticola tanto e sorride ancora di più; dalle sua parole traspaiono passione ed entusiasmo che non possono che trasportarmi, progetto dopo progetto, nel cuore di Netsity, rendendomi sempre più curiosa.

Anche Contagio è un progetto di cui siamo super orgogliosi! Si tratta di una maratona fotografica ludica. Dopo il successo dell’anno scorso, abbiamo deciso di organizzare la seconda edizione. Ti spiego brevemente le regole del gioco: si partecipa a coppie; ciascuna coppia deve fotografare, in 6 ore, 40 diversi obiettivi, alcuni collocati all’interno di luoghi d’arte, altri sparsi per la città. Di concorsi fotografici molto più professionali del nostro ce ne sono tantissimi, ma noi abbiamo voluto creare un formato diverso, per unire la passione per gli scatti al divertimento.

Direi che di format diversi ne avete creati e proposti tanti, compreso quello del festival delle colonne sonore: oggi 22 novembre ci sarà la terza edizione del Music Film Festival alla Sala Estense…

Edoardo: Organizzato insieme ai ragazzi del Ferrara Film Festival, l’evento quest’anno sarà dedicato alle colonne sonore del cinema italiano; il festival è alla sua terza edizione, ma per la prima volta vede la partecipazione di Netsity. L’obiettivo è coinvolgere il più possibile i ragazzi, sia dal punto di vista artistico che organizzativo. Ci sono molti pregiudizi legati al nostro cinema e noi speriamo di riuscire ad abbatterli e a valorizzare i nostri talenti. Io mi occuperò della regia e della direzione artistica del festival, al quale partecipano l’AMF Scuola di musica moderna di Ferrara e l’associazione musicale Don Gregorio. Celebreremo le maestranze del cinema italiano, da Ennio Morricone alle colonne sonore più cantautorali di oggi. Tra gli ospiti, i cantanti Serena Tagliati e Alex Mari, Paolo Franceschini che condurrà insieme a me, Neri Parenti che racconterà la sua esperienza cinematografica e il suo legame con le colonne sonore, Bianca Nappi che parlerà del cinema autoriale e, infine, l’immancabile Andrea Poltronieri. L’intero ricavato sarà devoluto in beneficienza alla fondazione Telethon. L’obiettivo del festival non è giudicare, ma fornire spunti di riflessione e mostrare ciò che i talenti italiani sono in grado di fare. 

All’improvviso a Nicola squilla il telefono: “Ah lo posso dire? È ufficiale?” dice al suo sconosciuto interlocutore. Poi riaggancia, posa il telefono accanto alla tazzina di caffè ormai vuota e ci guarda: “Ho uno scoop e finalmente posso rendere pubblica la notizia”. 

Mi raddrizzo sulla sedia e mi concentro, lasciando fuori tutto il chiacchiericcio del bar delle 11 di mattina: “Netsity ha intenzione di produrre una serie web. Verrà lanciata una campagna di crowdfunding a livello nazionale e internazionale che speriamo, con tutto il cuore, vada a buon fine. L’idea, partorita da Andrea Castelli, è quella di realizzare una serie comedy sul modello americano: gli sceneggiatori hanno già iniziato a scrivere le sei puntate che andranno in onda sul canale YouTube dell’associazione. L’idea è quella di far uscire la serie in italiano, con i sottotitoli in sei diverse lingue. Non posso raccontarvi tutta la storia, ma posso dirvi che la serie parlerà di un gruppo di sceneggiatori intenti a scrivere una serie horror”. 

Lo scoop che Nicola mi ha rivelato sarà un ulteriore format all’interno dell’immenso contenitore firmato Netsity, un’idea perfetta per unire ulteriormente i giovani, utilizzando la rete, strumento sempre più presente e centrale nelle nostre vite. 

Nicola, oggi mi hai parlato di tanti progetti di diversa natura, ma ci sarà un fil rouge che in un qualche modo li unisce…
Sì, siamo noi, la nostra voglia di metterci in gioco, di unire le nostre capacità ed esperienze. Tra noi c’è tanta condivisione, siamo aperti a tutte le collaborazioni. Siamo convinti che mettere in comune le competenze di ciascuno sia una mossa vincente per fare rete e diffondere la cultura, a 360°. 

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