Chiedi chi erano gli Strike
Mindtrap: che cosa succede se il sussidiario lo canta un trapper

Mindtrap: che cosa succede se il sussidiario lo canta un trapper

Settembre è insieme la fine dell’estate e l’inizio della scuola. Cosa può rendere più piacevole questo passaggio obbligato dalle infinite ore di libertà al regime forzato delle lezioni in aula? Un’idea per andare incontro ad alunni e insegnanti l’ha avuta il regista, creator digitale e autore ferrarese Paolo Cirelli. Si chiama Mindtrap ed è un originale progetto educativo disponibile gratuitamente su Youtube, che si compone di canzoni di pochi minuti scritte da lui e suonate con l’intelligenza artificiale (una specifica, in realtà: e cioè SUNO, un tool AI che genera canzoni a partire da semplici o più articolate descrizioni in linguaggio naturale). Non canzoni qualsiasi: sono dedicate a vari temi, dalla matematica alla letteratura, affrontati in modo divertente e piacevole. Concetti complessi espressi in modo semplice ed efficace grazie alla musica e alle rime. Alcuni esempi?

Il matematico pisano del XIII secolo Leonardo Fibonacci, diventa Fee Bonacci e ci canta Liber Abbaci, un brano trap ispirato al libro che introdusse in Europa l’uso delle cifre indo-arabiche e dello zero. Cosa canta?

Il mio pensiero sconvolgerà lo show, 
faccio correre i numeri come cash flow
rendo più rapidi i conti e il commercio
vedo ricchezze investite nel greggio.
Dello zero farò una nuova misura,
darò potere, economia sicura,
eleverò la scienza senza la paura,
tra formule, mercati e finanza futura.
Numero primo di modernità.
Hey bro, Fee Bonacci è in città!

Per i più diffidenti: al secondo ascolto è già entrata in testa. Niente male per essere uno dei capitoli più densi del sussidiario. Lo stesso vale per il brano sul pensiero del filosofo e teologo Tommaso d’Aquino.

Fede e ragione vanno nella stessa direzione, 
se cerchi la verità usa mente e riflessione.
Tra libri e pensieri traccio il mio cammino,
questo è il pensiero di Tommaso d’Aquino

Poi c’è J.D. Sal con Il giovane Holden e Madame Bovary con Il prezzo della bugia. C’è Ipazia, omaggio alla celebre filosofa e matematica dell’antichità, e Lorentz MC e il suo Elettromagnetismo Flow, che richiama le intuizioni scientifiche del fisico Hendrik Lorentz e il fascino delle leggi che governano l’universo. C’è Pessimismo Cosmico, ispirato a Giacomo Leopardi e così via, tra ironia e contenuti, senza soluzione di continuità. Ogni canzone è accompagnata da un reel che – sempre grazie a strumenti AI – fa vivere i musicisti in una sorta di videoclip. Poi ci sono post, con quesiti e sondaggi per approfondire e condividere i concetti chiave, in un percorso didattico articolato e interattivo.

Ma come nasce tutto questo?
L’idea alla base di Mindtrap è semplice ma ambiziosa: imparare divertendosi – ci racconta Cirelli – attraverso brani musicali, videoclip, personaggi narrativi e contenuti creativi, il progetto porta temi culturali, scientifici, filosofici e storici all’interno dei linguaggi che oggi i ragazzi utilizzano quotidianamente, come la trap, l’EDM e la cultura dei social media. Il mio target sono i ragazzi dai 9 ai 13 anni. In un panorama spesso dominato da contenuti effimeri, Mindtrap propone la costruzione di nuovi miti positivi, figure artistiche capaci di trasmettere curiosità, conoscenza e valori attraverso la forza comunicativa della musica. I personaggi non intendono rappresentare direttamente le figure storiche da cui prendono ispirazione, ma ne reinterpretano idee, valori e contributi culturali attraverso una veste contemporanea e musicale. La missione di Mindtrap è anche quella di promuovere una riflessione sull’uso consapevole delle nuove tecnologie: il progetto dimostra infatti come l’Intelligenza Artificiale, se utilizzata in modo creativo, responsabile e orientato alla crescita culturale, possa diventare uno strumento capace di ampliare le opportunità educative e artistiche“.

Come avviene il processo creativo?
Per quanto riguarda il testo, prima studio, preparo un file di testo con tutto l’occorrente, e da lì comincio a riassumere e butto giù non necessariamente in rima. Poi comincio a strutturare le strofe e piano piano nascono anche ritornello e bridge/special che di solito rappresentato significato/formula il primo e morale/utilità il secondo: utilità se si parla di scienze e morale se si parla di umanistica. 
Scrivo il testo, confrontandomi con docenti esperti sempre dopo, e a volte durante o prima nel caso di argomenti per me più ostici come la matematica e le scienze. Ma è capitato anche con uno storico che mi ha fatto un appunto su un verso del brano sulla prima guerra mondiale e che quindi ho modificato. Per il resto diciamo che per la letteratura a volte è anche molto interpretativo quindi mi confronto meno, ma un riscontro lo chiedo comunque. Anche la musica richiede tempo, molto di più del testo, perchè faccio e rifaccio fare all’AI un sacco di brani cambiando i prompt dove voglio un determinato sting o giro di strumento, acuto di voce, o altre sfumature, finché non ottengo quello che ho in testa. Holden per esempio, che è stato uno dei primi, mi ha richiesto un sacco di lavoro perché volevo che i personaggi che lui incontra parlassero e soprattutto che la melodia fosse un charleston/swing con quelle atmosfere
“.

Dal progetto traspare un grande piacere nel costruirlo, è così?
È stato come tornare ragazzo! Quando ero al liceo scrivevo testi rap raccontando le storie degli amici o per il mio gruppo musicale. L’ho fatto per un sacco di tempo, è un mondo a me familiare e vicino. Ora che la tecnologia mi permette di musicarli spaziando tra i generi, diventa ancora più interessante e mi permette di imparare a mia volta. Alcune cose me le ricordavo, ma sono tornato a studiare per trovare lo storytelling giusto. Mi sono rimesso anche io sui libri e questo mi da grande piacere“.

Inserzione pubblicitaria

Perché il ricorso all’IA?
Io non sono un musicista o un cantante professionista e non voglio assolutamente sostituirmi agli artisti veri. Vorrei solo mostrare che cultura e innovazione non sono mondi separati. Attraverso la musica e l’AI possiamo rendere accessibili temi complessi, stimolare la curiosità e avvicinare i giovani alla conoscenza con linguaggi che sentono propri“.

Il lancio del canale YouTube di Mindtrap è avvenuto a fine giugno ed ora si è già arricchito di oltre una sessantina di video con centinaia di visualizzazioni, segnando l’inizio di un percorso che unisce musica, creatività digitale, divulgazione culturale e sperimentazione tecnologica. 

Ho iniziato ad uscire online in estate – spiega – per creare un archivio che fosse sufficientemente ricco alla volta di settembre, con l’inizio delle scuole. Sono partito con i capisaldi per ogni materia, confrontandomi con persone esperte. Li seleziono seguendo i programmi scolastici e ora che ho 64 canzoni sto cercando di colmare le lacune, come per esempio la filosofia che ho un po’ trascurato in favore di scienze e matematica. Sto puntando anche sulla mitologia, per portare nel progetto anche greco e latino

E da qui in poi?
Il progetto proseguirà con pubblicazioni settimanali programmate, introducendo progressivamente nuovi brani, nuovi contenuti e nuovi artisti ispirati a figure, idee e correnti del patrimonio culturale, scientifico e filosofico. Ora ho una programmazione fino a gennaio, ho anche già scritto una canzone di Natale ispirata a Dickens. In questo periodo l’impegno sarà rivolto a far conoscere il progetto a studiosi, divulgatori e insegnanti, oltre che a famiglie e ragazzi. Da settembre è possibile sostenerci attraverso la piattaforma tiptopjar.com per contribuire allo sviluppo di un progetto che vorrei rimanesse ad accesso libero, come deve essere la conoscenza“.


Informazioni
Il progetto Mindtrap è su YouTube e su TikTok

Lascia un commento Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente

Chiedi chi erano gli Strike

Inserzione pubblicitaria