Di Bike Night, notti in bianco e gente simpatica5 minuti

La Bike Night è quella notte all’anno in cui rimani sveglio per pedalare da Ferrara fino al mare con altre mille persone che fanno quest’esperienza insieme a te. Forse l’uso del condizionale sarebbe più corretto perché io questa esperienza l’ho sempre vissuta in altri modi, dei quali nessuno ha mai previsto l’uso della bicicletta. Un po’ la pigrizia, un po’ altri impegni nelle passate edizioni, un po’ che cento chilometri sono proprio tanti e in vita mia ricordo ancora bene quella volta che ho provato a farne addirittura sessanta, facendomi superare dai settantenni sulla strada del ritorno. In ogni caso visto che ormai per la terza volta ho seguito il percorso a bordo dell’auto dello staff, ho imparato come funziona e vi spiego i momenti salienti di questa manifestazione, così che se siete incappati qui tramite i motori di ricerca prima di iscrivervi alle prossime potete farvi un’idea e poi decidere molto serenamente tra letto e bicicletta. Da qui in poi sono tutti spoiler, siete avvisati.

Perché una notte è lunga ma fondamentalmente è fatta di fasi, un po’ come il sonno:
Fase 1: coda per l’iscrizione last minute all’evento. Scopri che sei un somaro, se ti iscrivevi online costava meno. Ti guardi intorno per vedere se c’è qualche tuo amico. No, sono tutti altrove, peccato. Pensavi che maglietta e pantaloncino fossero la scelta giusta ma tutti gli altri hanno abbigliamento tecnico e gadget di cui ignori il funzionamento e l’utilità. Ripensi alla Coppa Cobram, forse eri più adatto a quella. Ci sono comunque un buon numero di soggetti simpatici, vestiti in modo curioso e con l’obiettivo di fare caciara ed essere pittoreschi: conoscerli tutti è d’obbligo, passerete la notte con loro! Alla partenza sei tra gli ultimi nella colonna, quando passi davanti all’arco ufficiale non c’è più nessuno tra il pubblico a incitarti, probabilmente la testa del gruppo è già al primo punto ristoro. Va bene così.
Fase 2: fino al primo ristoro tutto bene, clima ottimo, il gruppo non si è sfilato, conviene mangiare un paio di piatti di insalata di riso e la cocacola farà il suo dovere. Chi si ferma troppo è perduto, meglio ripartire leggeri. La seconda parte è un po’ lunga e davvero buia, qualcuno che si annoia facilmente si porta su le casse bluetooth e allieta tutti con la sua musica techno. Qualcuno opta per un audiolibro, ma di quelli avvincenti. I meno allenati iniziano ad accusare, non tanto per il caldo e il sole che non ci sono, ma le zanzare se vai troppo piano non perdonano. Al secondo ristoro ti stendi sul prato e abbondi con frutta e biscotti ma occhio che se un amico non ti aiuta a star sveglio c’è il rischio pennichella dietro l’angolo.
Fase 3: dopo le quattro e mezza spunta il sole, sembra che sia finita ma sei ancora molto indietro. Vedi in lontananza il castello di Mesola, sai che Mesola è vicino al mare e pensi di avercela fatta ma – credimi – non è così. Ti fermi comunque al castello a fare foto perché ne ignoravi l’esistenza ma è molto bello. Chiami a casa per rassicurare i parenti pensando sia mattina presto ma stanno ancora tutti dormendo. Tiri fuori la merendina che tenevi nello zaino anche se il prossimo ristoro dista appena un paio di chilometri. All’ultimo ristoro arrivi devastato dalla stanchezza, ma sei in buona compagnia perché la coda al bar per bere un caffè è eterna e quella per i bagni infinita. Però c’è il panino con la mortadella, come fai a dire di no? Il sole è alto, sembra mattina ma non sei ancora arrivato davvero, inizia la Bike Morning.
Fase 4: scesi dall’argine del Po c’è da fare un lungo rettilineo tra il boscone della Mesola e il Lido di Volano, il mare è li a due passi, lo senti nell’aria ma non si vede e le forze iniziano a mancare. Qualcuno si scoraggia, si fa tirare, qualcuno fa una pausa aggiuntiva, ma c’è chi lancia la volata finale. Occhio al sole che già picchia di prima mattina, l’hai messa la crema? Le diverse andature rivelano chi ha mangiato più o meno ai ristori, ti penti di aver bevuto troppa cocacola, incroci inoltre i primi che sono già arrivati, hanno girato la bici e stanno rientrando a casa. Questo ti sconforta ma il pensiero di vedere il mare riempie i polmoni delle ultime forze rimaste. I turisti in direzione mare ti suonano il clacson perché sei un po’ in mezzo alla strada.
Fase 5: l’arrivo al lido è una catarsi, c’è pure il fotografo che ti immortala consegnandoti tra i grandi della bicicletta, anche se la coda per ritirare la colazione ridimensiona un po’ il momento di gioia: allora era vero, c’è gente che è arrivata prima di te da un paio di ore. Finalmente dismessi i panni del ciclista puoi goderti un bagno in mare, farti una colossale dormita o raggiungere gli amici in qualche stabilimento. La bike night, come un libro game, ha due finali: sei un habitué e torni a casa in bici come niente fosse. Oppure sei un ciclista della domenica e mendichi un posto sugli autobus a disposizione, disposto a tutto pur di russare in santa pace fino a Ferrara e non pensarci più. Per i più giovani c’è anche l’opzione “mi vengono a prendere i miei”.

Comunque vada alla fine conta soltanto farla in compagnia, alla propria andatura e divertirsi. E come vedrete nel video qui sopra conta soprattutto farsi una bella foto ricordo quando arrivate, gambe a mollo con la morosa o con una birretta in mano.

Il villaggio partenza sul Listone di Ferrara

La partenza dei mille ciclisti verso il mare

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