Nome in codice: PANGEA. Una ludoteca per Filo!5 minuti

Pangea Games, via Fitto 10, Argenta. Imposto distrattamente il navigatore, chiacchierando con i miei compagni di viaggio. Siamo diretti verso la nuova sede dell’Associazione Pangea, un gruppo di volenterosi ragazzi, appassionati di giochi da tavolo e di fantasy, che coordinano una ludoteca e organizzano eventi tematici e tornei. Curiosissimi, ci chiediamo a cosa ci faranno giocare; soprattutto io, che non ho troppa dimestichezza e sono sicura che la mia figura non sarà brillantissima.

Cominciamo subito bene quando, giunti a destinazione secondo il nostro co-pilota virtuale, ci troviamo davanti ad un negozio di articoli sportivi evidentemente chiuso. Chiamo Luca Barbieri, presidente dell’associazione, elemosinando qualche indizio in più; senza sorpresa, Luca mi spiega che ad Argenta esistono due vie con lo stesso nome e che ci troviamo inequivocabilmente in quella sbagliata. Con qualche informazione in più riprendiamo la nostra ricerca convinti che si tratti del primo gioco di ruolo della serata. Eccoci dunque nell’aia di un bellissimo edificio ad U che contiene la ludoteca, nella via Fitto corretta. Prima prova superata, non ci resta che raggiungere i ragazzi.

Foto di Andrea Bighi

L’accogliente sala dell’associazione è già piena di giocatori all’opera. Luca si presenta e ci invita ad unirci al tavolo. – Quando arrivano ragazzi nuovi solitamente ci attacchiamo il nome in bella mostra, scrivendolo sullo scotch – ci spiega Luca porgendoci rotolo e pennarello; penso che sia una cosa meravigliosa, io, che faccio parte di quella percentuale distratta di persone che non riesce a ricordare più di due nomi alla volta. Tolti dall’imbarazzo di non sapere come richiamare l’attenzione di un compagno di squadra, ci dividiamo in due gruppi per l’inizio della prima partita: stiamo giocando a Nome in codice.

Mentre dispongono le carte, i ragazzi mi raccontano che Pangea è diventata associazione di promozione sociale nel 2012, dall’idea di un gruppo di ragazzi appassionati di “giochi un po’ nerd”; dopo diversi anni di attività a Filo d’Argenta, nel 2018 hanno ottenuto una sala, nel complesso della Torre del Primaro di Argenta, che ora stanno sistemando e decorando un poco alla volta. Immagino che i nostri lettori apprezzino questo cambio di sede: non faremo ulteriori scontatissime battute sulla redazione di Filo a Filo, esclusa quella nel sottotitolo.

Foto di Andrea Bighi

Sul tavolo 25 parole; davanti alle squadre due capitani che devono far indovinare al loro team più vocaboli possibili individuando un nesso tra questi ultimi, che sia riassumibile in una sola parola, ovviamente non presente sul tavolo. Mi è tutto più chiaro quando la più giovane del gruppo mi indica limousine, etichetta e denaro riassumendole in “ricchezza” per fare un esempio adatto alla mia elasticità mentale.

La mia squadra perde inesorabilmente la prima manche e i ragazzi, gentilissimi, decidono di farmi provare l’ebbrezza di fare il capitano. Altra figura barbina che termina con la perdita del nostro vantaggio acquisito sull’altra squadra, che a onor del vero giocava con parole inconciliabili. Ho tristemente imparato che la parola cane viene facilmente associata a parco, un po’ meno a lupo, unico animale rimasto sul tabellone; animal emi sembrava un indizio troppo scontato.

Ok, tentiamo con un’altra attività. I ragazzi si confrontano e Chiara propone un gioco nuovo, avevano organizzato il suo unboxing la settimana scorsa, ma poi è saltato. Per i neofiti un unboxing è un rituale da compiere ogni volta che si acquista un gioco nuovo: ci si ritrova per la solenne apertura della scatola e per capirne assieme le regole.

Foto di Andrea Bighi

Osservo i giochi colorati e ordinati sulla libreria e i ragazzi mi spiegano che alcuni sono costosissimi e complicati.
– Qualche volta riceviamo delle donazioni – dice Luca – e sui giochi che ci vengono regalati attacchiamo un’etichetta con il nome del donatore.

Le scatole più costose sono quelle che contengono le miniature, e prevedono partite difficilissime, spesso molto lunghe. Chiara mi racconta che l’idea di organizzare appuntamenti proprio per dipingere queste preziose, e magnifiche, miniature è già tra i progetti futuri dell’associazione, necessario però che il lavoro venga svolto con precisione. Io riesco solo a pensare a quanti segnalini di Cluedo ho perso nella mia vita, sostituiti da fogliettini con improbabili disegni.

Luca mi racconta che mensilmente viene stilato un programma: solitamente il venerdì sera e la domenica pomeriggio sono dedicati ai giochi di società, mentre il martedì ai giochi speciali e agli unboxing, dalle 21. Qualche domenica è destinata ai giochi di ruolo; chiedo se organizzano sessioni di Dungeons&Dragons, mi rispondono con un sorriso complice che significa evidentemente “non c’era alcun bisogno di domandarlo”. Nelle parole dei ragazzi, che raccontano i loro progetti presenti e futuri, si percepisce veramente una grande passione. Negli anni di attività, l’associazione ha supportato giovani giocatori permettendogli di arrivare a partecipare ad eventi nazionali ed internazionali.

Siamo pronti per provare Dixit, uno gioco un pelo più creativo, e meno intuitivo, che sicuramente mi metterà più a mio agio. Belli i volti sorridenti dei ragazzi che si interrompono amichevolmente, mentre cercano di spiegarmi le regole. Sono qui da un paio d’ore e sento che potrei appassionarmi, nonostante le molteplici sconfitte. Mi ricorda il sapore armonioso delle tombolate di Santo Stefano della mia infanzia, quelle che oggi, per me e i miei amici, si sono trasformate nelle Tombole del Regalo Brutto. Seduti in maniera scomposta attorno al tavolo iniziamo una nuova partita. Perderò di nuovo, ma non è questo che conta; è il piacere di condividere questo momento familiare.

MORE INFO: https://www.facebook.com/pangeagames/

Foto di Andrea Bighi

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