Si chiama “La Fabbrica del Castello” ed è il nome ufficiale del cantiere che prende idealmente il via oggi, 29 settembre, giorno di San Michele: la stessa data in cui, nel 1385, fu posata la prima pietra del Castello Estense. 641 anni dopo ecco il monumento simbolo di Ferrara ricoperto dai ponteggi, che crescono giorno per giorno ormai da alcune settimane e interessano già l’antica via coperta che congiunge il Castello con il Palazzo Comunale. Presentato ufficialmente il cronoprogramma ora parte il conteggio dei giorni che si spera verranno rispettati il più possibile: 4 anni con conclusione nel 2030 salvo imprevisti. Nel corso della conferenza stampa sono emersi alcuni dettagli importanti:
- Il cantiere durerà 1460 giorni: consegna prevista il 30 agosto 2030, ma il Castello non chiuderà mai interamente e sarà garantito un percorso di visita turistico e museale per tutta la durata dei lavori. Parliamo del monumento più visitato di Ferrara, con oltre 150 mila visite nel 2025. Questa è stata la scommessa più complessa da vincere e anche uno dei punti di forza della proposta che si è aggiudicata l’appalto tra le 45 ricevute dalla Provincia.
- A realizzare i lavori sarà il raggruppamento di imprese che comprende, oltre alla capofila Lares – Lavori di restauro con sede a Venezia, anche le società VF Costruzioni e Restauri di San Felice sul Panaro (Modena), Lithos di Venezia e Imartini di Magnacavallo (Mantova). Con la loro proposta hanno garantito le condizioni di sicurezza per maestranze e visitatori, in una innovativa visione del cantiere come opportunità inedita di percezione e fruizione del monumento, piuttosto che di una prolungata sottrazione alla comunità ferrarese.
- Dopo una prima empasse quando parte della copertura finanziaria necessaria per partire era venuta meno, nel 2024 Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Provincia di Ferrara sono stati decisivi per non interrompere l’iter approdato alla gara e al finale affidamento del cantiere.
Il cantiere ha un valore complessivo di oltre 16,2 milioni di euro, finanziato in larga parte da risorse regionali: quasi 6,75 milioni provengono dai fondi post sisma 2012 del Programma delle Opere Pubbliche e dei Beni Culturali, a cui si aggiungono 3 milioni stanziati dalla Regione con la L.R. 5/2018. Altri 3 milioni arrivano dal Ministero della Cultura, nell’ambito del Piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali”, mentre la Provincia di Ferrara contribuisce con circa 3,5 milioni di euro. - Il progetto si articola in diverse fasi, che toccheranno successivamente le varie ali del Castello, con l’intero rifacimento di coperture e solai del piano secondo, riparando danni e lesioni causati dal terremoto 2012 ad ogni livello, migliorando il complessivo comportamento sismico del monumento cittadino e adeguando le dotazioni impiantistiche del piano secondo, finalizzate alla nuova destinazione espositiva. Il cronoprogramma: si inizia come detto dalla via Coperta nel biennio 2026/2027, proseguendo poi con il corpo Sud. In contemporanea inizieranno i lavori sul fossato del Castello che sarà dunque temporaneamente svuotato (ricordate l’ultima volta che successe? Qui la storia pazzesca). Tra il 2027 e il 2028 è prevista la seconda fase dei lavori con il corpo Est e il giardino con la Loggia degli Aranci. Fase 3 nel 2028/2029 con il corpo Nord, quello che si affaccia sulla Camera di Commercio, poi l’ultima tra il 2029 e il 2030 con il corpo Ovest. Ovviamente salvo ritardi, imprevisti, varianti in corso d’opera, che nei cantieri pubblici sono da mettere comunque in conto.
- La cosa che sta più a cuore a molti ferraresi, quelli che non andranno in visita al Castello perché lo hanno già visto molte volte: si, i fuochi d’artificio di fine anno si faranno ancora, anche questo dicembre. Cantiere o no, il tradizionale capodanno in piazza è salvo. Intanto buon compleanno Castello Estense, e arrivederci agli anni Trenta!

