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Il cielo sporco di Gianluca Di Feo ha vinto il Premio estense 2026

di Clelia Antolini

Il Premio Estense 2026 va a Il cielo sporco di Gianluca Di Feo. Un’indagine precisa, chiara e rigorosa sulla guerra dei droni e sulle derive più disumane dell’intelligenza artificiale, che ha convinto entrambe le giurie del Premio – tecnica e popolare – della necessità di portare il tema all’attenzione pubblica.

Un testa a testa avvincente ha visto il vincitore prevalere per un solo voto su La Peste. Indagine sulla destra in Germania di Tonia Mastrobuoni; un’opera altrettanto attuale e necessaria, che ricostruisce il percorso alla base dell’ascesa dell’estrema destra tedesca. I più recenti sviluppi della cronaca hanno confermato la puntualità dell’analisi della Mastrobuoni e, insieme, la capacità della giuria tecnica del Premio Estense di riconoscere, nella definizione della quartina finalista, alcune delle trasformazioni – e delle derive – più significative della contemporaneità.

La discussione tra i membri delle giurie, avvenuta nella mattina del 26 settembre, è stata come sempre ricca di spunti di riflessione. I punti di vista, i criteri di selezione, la rilevanza del tema hanno aggiunto tanti livelli al dialogo, rivelando la serietà del coinvolgimento di tutti i giurati, dai professionisti ai lettori. ‘Ho votato Di Feo perché sono una professoressa e credo che il corretto utilizzo dell’IA sia una materia da discutere con i ragazzi, futuri utilizzatori’, dice una giurata lettrice. ‘I due libri del testa a testa sono uniti dal tema della tenuta della democrazia. La peste si combatte con il voto mentre l’evoluzione degli strumenti della della guerra è più difficile da arginare’ aggiunge un altro giurato; ‘Però non dimentichiamo che l’ascesa della destra estremista in Germania può agire sul riarmo’ si contrappone un’altra voce. La peste si combatte davvero con il voto? E la formazione, la cultura, sono davvero in grado di arginare la deriva ‘intelligente’ della guerra? Domande e ipotetiche risposte hanno nutrito un confronto di spessore fino alla votazione decisiva.

Il vincitore è stato proclamato durante la serata del 26 settembre, dopo le interviste ai finalisti, guidate da Tiziana Ferrario, che ha sostituito perfettamente la storica moderazione di Cesara Buonamici.  Accanto alla proclamazione del vincitore, la targa del Premio è stata consegnata a tutti e quattro i finalisti. Il riconoscimento è andato dunque anche a Tonia Mastrobuoni, a Nello Trocchia, autore di Invincibili, e a Virman Cusenza, autore de L’altro Garibaldi, a testimonianza della qualità e del valore delle opere selezionate per la prestigiosa quartina finale.

Durante la serata è stata ufficializzata anche la consegna della Colubrina d’Argento del Premio Granzotto alla carriera, che per il 2026 è andata alla giornalista Rai Monica Maggioni. Il premio ha celebrato la professionalità della giornalista, il suo stile sempre riconoscibile e preciso, ma soprattutto il suo impegno come inviata nei principali scenari di crisi internazionale. La giornalista e il presidente della giuria tecnica del Premio Estense, Alberto Faustini, hanno sottolineato l’importanza del giornalismo d’inchiesta, quello che ‘consuma le scarpe dei giornalisti’ perché resta la forma più umana, più preziosa e empirica della professione.

Foto in copertina di Premio Estense, dalla pagina Facebook.
Da sinistra, il presidente della giuria tecnica Alberto Faustini, il vincitore Gianluca Di Feo, il presidente della Fondazione Premio Estense, Andrea Pizzardi, e la presidente di Confindustria Emilia Area Centro, Sonia Bonfiglioli.