di Alessio Falavena
C’è una forma di immaginario che non smette di essere di moda: la città. La città del futuro (quella di Blade Runner o del videogioco Cyberpunk); la città dove natura e silenzio riprendono i propri spazi (la serie tv The Last of Us, l’introduzione del film 28 Giorni dopo); le città contemporanee e quelle passate. Le città di pianura, anche, se pensiamo al titolo del film che ha vinto da pochi giorni diversi David di Donatello, tra cui il miglior film italiano dello scorso anno.
È all’interno di quei luoghi di incontro, scontro, costruzione e demolizione, cambiamento e divisioni, che evolve il genere umano. Per il secondo anno, con una iniziativa che parte dall’Università di Ferrara, coinvolgendo anche il mondo della cultura e dello spettacolo, c’è un festival che prova a raccontare questo fenomeno, la città: Alfabeti Urbani. Dal 14 al 16 maggio, dal mattino alla sera, all’ex Teatro Verdi, con una corposa serie di eventi ad ingresso gratuito, si ragionerà infatti di città.

Giuseppe Scandurra, antropologo e tra gli organizzatori del festival racconta le basi su cui è stato costruito il programma:
“Alfabeti urbani è un festival di tre giornate sulla città moderna e contemporanea. Le giornate sono divise in tre parti: durante le mattinate si tengono incontri con docenti universitari che cercano di raccontare com’è cambiata la città contemporanea, mentre nel pomeriggio si approfondisce il tema con una serie di ospiti e relatori legati in particolare al mondo dell’associazionismo. Infine alla sera sono previste rassegne teatrali, film e mostre, quindi momenti più conviviali“.
“Sarà una rassegna di studi critici sulla città: se è vero che negli agglomerati urbani si concentrano tanti aspetti negativi, è anche vero che al loro interno si trovano le soluzioni a tante problematiche della vita di comunità. La città è sempre stata il contesto dove utopie e distopie nascono e si creano“.
Tanti gli ospiti di spicco nell’arco dei tre giorni, con un programma che idealmente tre fili conduttori: come costruire, nella prima giornata, come reinterpretare, nella seconda e come inventare, nell’ultima giornata.
Dal semiologo Gaspare Caliri che parlerà di boschi urbani; al giornalista Andrea Daniele Signorelli, che affronterà il tema delle smart cities; fino alle docenti Gina Chianese dell’Università di Trieste ed Elena Marescotti dell’Università di
Ferrara che parleranno di prospettive educative e modelli di sviluppo territoriale nelle
intergenerational Learning Cities. Il professor Gianfranco Franz dell’Università di Ferrara e Antonio Di Siena, avvocato e giornalista, affronteranno il tema dell’impatto sociale del turismo; mentre Luisa Morgantini, interverrà in quanto tra le più importanti attiviste per la pace in relazione alla questione israelo-palestinese. Non mancheranno le comunità: rappresentanti di centri sociali e di associazioni attive nella rigenerazione di quartieri da Roma a Torino si confronteranno con Fabio Cuzzola, docente e scrittore, sul tema delle nuove forme di rigenerazione e di controcultura urbana.
Nella seconda e terza giornata, infine, due spettacoli teatrali aggiungeranno un livello ulteriore di ragionamento sul tema. Giuseppe Lipani, professore dell’Università di Ferrara e direttore del Centro Teatrale Universitario spiega il ruolo del teatro all’interno del progetto: “Il teatro stesso nasce come fenomeno della città, è uno strumento di pensiero, che la polis si era data per osservare i problemi che riguardano la comunità. Il teatro oggi è una delle pratiche che la città ha per riflettere su sè stessa, per riscoprire spazi abbandonati o da riscoprire: il teatro permette una urbanistica affettiva“.
Il tema di quest’anno è l’utopia, aggiunge Chiara Tarabotti, regista teatrale: “La parte teatrale è stata costruita partendo dal tema utopia: un argomento particolarmente interessante, riferito al teatro. I due spettacoli proposti, entrambi al Centro Teatro Universitario , ‘Santa Maria’ e ‘Pietre’, sono tratti da storie reali, esperienze in cui la città è un punto di arrivo e non di partenza, e raccontano il primo la storia dell’abbordaggio del transatlantico portoghese Santa Maria e il secondo quella di Juliano Mer Khamis: attore, attivista e cofondatore del Freedom Theatre nel campo profughi di Jenin, in Palestina“.
Alfabeti Urbani può aiutarci a comprendere qualcosa di quelle vite che si muovono, ognuna nella propria direzione, in questa piccola città, così come in tante altre.
Informazioni
Tutti gli eventi si tengono all’Ex Teatro Verdi, ad eccezione dei due spettacoli teatrali, che si terranno a Centro Teatro Universitario e sono ad ingresso gratuito
alfabetiurbani.it/ | @lab.studi.urbani