di Ludovica Zambelli
Al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara è stata presentata la stagione 2026/2027 di Ferrara Musica: 25 appuntamenti tra grandi orchestre internazionali, progetti dedicati alla contemporaneità, giovani talenti e nuove formule pensate per avvicinare il pubblico alla musica classica senza irrigidirla in rituali troppo solenni. Una stagione che guarda alla tradizione, certo, ma con l’idea di renderla sempre più viva, accessibile e attraversabile.

La sensazione emersa durante la presentazione è che Ferrara Musica stia cercando soprattutto un nuovo equilibrio tra alta qualità artistica e apertura. Da qui nasce, per esempio, la formula degli “Aperitivi in musica”, che prevede concerti alle 18 seguiti da momenti informali di incontro con gli artisti, pensati per intercettare anche un pubblico più giovane e curioso, come testimonia il presidente di Ferrara Musica Francesco Micheli: “Negli ultimi anni Ferrara Musica ha attirato un pubblico sempre più ampio anche attraverso format innovativi che creano momenti di incontro diretto con gli artisti, particolarmente apprezzati dai giovani“.
Il cartellone della stagione è ricchissimo ed è capace di portare a Ferrara nomi come Daniele Gatti, Iván Fischer, Kent Nagano, András Schiff, Jordi Savall e Anna Caterina Antonacci, insieme a orchestre di riferimento del panorama europeo e italiano. Accanto ai grandi maestri c’è anche un’attenzione molto concreta verso le nuove generazioni, sia di musicisti sia di spettatori. Tra gli appuntamenti più attesi spiccano il ritorno della Budapest Festival Orchestra con Iván Fischer e il pianista Kirill Gerstein, la Chamber Orchestra of Europe guidata da András Schiff, e il concerto finale con la Filarmonica Arturo Toscanini diretta da Kent Nagano.
Il concerto inaugurale del 16 settembre 2026 vedrà l’Orchestra Mozart diretta da Daniele Gatti affrontare Beethoven, Wagner e Schumann, aprendo simbolicamente un percorso che attraverserà secoli e linguaggi diversi. “Non vorrei offrire un’immagine troppo austera di Ferrara Musica, abbiamo costruito una stagione tra l’ombra benefica di Beethoven e numerose perle del grande repertorio”: il direttore artistico Enzo Restagno ha rassicurato insomma i più scettici, perché la stagione saprà alternare la monumentalità sinfonica a programmi più sperimentali.

Accanto al grande repertorio trovano spazio infatti anche progetti più laterali ma identitari, come il focus dedicato al compositore ferrarese Nicola Sani, il ritorno del Frescobaldi Day diffuso nei luoghi storici della città e gli appuntamenti di divulgazione musicale “Raccontare la musica”, che porteranno al Ridotto incontri sul pianoforte con Giovanni Bietti, Enzo Beacco ed Enzo Restagno.
La stagione continuerà inoltre a uscire dal teatro per abitare Ferrara in modo più ampio: dalla Pinacoteca Nazionale a Palazzo Schifanoia, fino al Teatro “Abbado”, in un dialogo costante tra musica e patrimonio artistico cittadino.



Tra le novità annunciate anche il nuovo sito web di Ferrara Musica, pensato come archivio, piattaforma editoriale e strumento più immediato per seguire concerti, contenuti e attività. Un tassello ulteriore di una strategia che guarda sempre più alla comunicazione digitale senza perdere il rapporto diretto con il pubblico.
Cosa aspettarsi dunque dalla stagione di Ferrara Musica? Un cartellone che non rincorre l’effetto, ma prova a restituire alla musica il suo carattere più autentico – quello di esperienza viva, mutevole, capace ancora di sorprendere – tenendo insieme molte anime diverse: la grande tradizione sinfonica, la musica antica, il Novecento, la contemporaneità, la formazione e la divulgazione. Con un’idea chiarissima di fondo: fare della musica classica non un luogo separato, ma qualcosa che possa ancora dialogare con la città e con chi la attraversa ogni giorno.
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Ferraramusica.it