Della duchessa Maria Cristina Massari, fotografa

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di Anna Chiara Venturini

In un pomeriggio di giugno in pieno sole, dalla sua vecchia casa di famiglia in via Palestro il giornalista e scrittore ferrarese Gaetano Tumiati arrivò in piazza Ariostea e proseguì in corso Porta Mare fino al Parco Massari. Si fermò davanti alla cancellata chiusa, osservando “[…] quell’intrico di verde, quegli alberi colossali, quei vialetti senza un segno di vita erano un formidabile stimolo alla fantasia“. E fu lì che la vide per la prima volta, come raccontò poi nel 2000: “apparve una piccola, trepida macchia bianca che, a poco a poco, man  mano che si avvicinava, venne prendendo forma: una bambinella, una fantolina di circa due anni che arrivò nel bel mezzo del prato e lì si sedette. Era, ma allora non lo sapevo, Maria Kristina Massari figlia del duca Francesco e della duchessa Rita. Mi meravigliai che la lasciassero così sola, ma dopo pochi istanti fu raggiunta da una governante un po’ rigida, probabilmente inglese o tedesca, anch’essa vestita di bianco. Due figurette bianche su uno smisurato fondo dalle varie tonalità di verde, quasi un perfetto quadro impressionista.

Maria Cristina nasce a Portomaggiore nel 1927 e ha una sorella più grande di 27 anni, Maria Teresa, nata dalle prime nozze del padre Francesco Massari Zavaglia e sposa del Barone Luigi Tommaso Ricasoli Firidolfi. La nonna fu la una delle interpreti preferite da Giuseppe Verdi, la mezzosoprano Maria Waldmann. Il nonno, Galeazzo Massari, un illuminato mecenate e cultore d’arte nominato duca di Fabriago dal re Umberto I, sarà il custode del patrimonio di famiglia fino al 1902. Maria Cristina Massari è l’ultima discendente della casata dei duchi di Fabriago, amava firmarsi Kristina.

Donna di grande fascino e molto intraprendente, elegantissima nei modi e nell’abbigliamento, è stata ritratta splendidamente dalla pittrice Alis Levi: il ritratto, capace di evocare bellezze come Grace Kelly (e pensare che non si piaceva in quel ritratto! Non ci si ritrovava), già di proprietà della Fondazione ex Cassa di Risparmio di Ferrara, è oggi depositato presso le gallerie civiche d’arte moderna di Ferrara, in attesa di essere nuovamente esposto nelle sale del Palazzo Massari.

Maria Kristina Massari, ancora diciannovenne, sposa l’industriale Roberto Sabbadini. Poi si trasferisce in Brasile. Nel 1950 ha il suo unico figlio, Marco, che morirà a soli 33 anni padre di due figlie, Vivian e Jessica, che risiedono ancora in Brasile. Dopo il divorzio la duchessa si stabilisce a Milano, tornando a Ferrara di tanto in tanto per curare gli interessi di famiglia. La sua passione per la fotografia e i viaggi la portarono a girare il mondo.

Viaggia sempre da sola attraverso continenti, definendo quei viaggi esperienze radiose, lucenti e superlative, piene di interesse. Visita India, Siberia, Africa, Australia, Sud America, Cuba. In Tibet e Cina va anche più volte, con spirito di avventura e coraggio.

foto di Maria Cristina Massari

Del viaggio fa ben presto la sua vera dimensione di vita. Lo testimonia una serie di cartoline commentate da lei stessa, nelle quali si intuisce il senso di solare felicità, anche nel corso di spostamenti non sempre agevoli. In aereo o in autobus, attraverso tortuosi percorsi lungo i laghi del sud in Cile, Argentina, Patagonia, nei deserti del nord fino alla terra dei ghiacciai e dei pinguini, o in battello o a piedi da Lhasa in Tibet, sul “tetto del mondo”, o persino a cavallo di un cammello in Egitto, Maria Cristina Massari affronta tutti i tragitti ogni volta con instancabile entusiasmo. Sono stati essi stessi fonte di ispirazione per la fotografia, una passione che eredita probabilmente dal padre Francesco, che aveva arredato di cimeli e trofei dei suoi safari la Villa di Ducentola, dove soggiornava nel periodo estivo e che oggi deve il nome proprio all’ultima erede della famiglia Massari.

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Per la duchessa Massari, facilitata anche dal fatto che parlava più lingue, è stata proprio l’occasione di girare il mondo, di incontrare genti di varie etnie, di conoscere le loro tradizioni, a corredare i suoi viaggi di scatti fotografici, collezionandone centinaia e centinaia, archiviandoli in modo sistematico, sperando in cuor suo di poterli un giorno vedere esposti in qualche mostra.

foto di Maria Cristina Massari / pubblicata nel 2010 su Ferrara. Voci di una città n.33 per concessione della famiglia Ravenna Tumiati

Importante è stato l’incontro con Paolo Monti, fotografo italiano incaricato nel 1965 dalla Sovrintendenza di Bologna del censimento fotografico in Emilia-Romagna (il più ampio mai concepito in Europa) delle valli appenniniche e dei centri storici delle città. Fu lui, insieme a Giorgio Boschetti, altro noto fotografo italiano, a sollecitarla e incoraggiarla affinchè coltivasse la sua passione per l’obbiettivo fotografico. Come ricorda Isabella Cattania, che nel 2010 le ha dedicato un breve articolo sulla rivista Ferrara. Voci di una città n.33, Boschetti scrisse delle foto della Massari: “Veramente molto belle. Qualcuna è da concorso fotografico. Si potrebbe fare una mostra al San Fedele“.

Al Franco Farina va il merito di aver ospitato nel 1984 la mostra con una raccolta di sue fotografie, intitolata “Lo sguardo“, presso le gallerie civiche di Palazzo Massari, che dal 1955 era stato venduto proprio dalla duchessa  ereditaria al Comune di Ferrara. Il contributo pubblicato sul depliant della mostra, scritto dal fotografo e gallerista milanese Lanfranco Colombo, recita così: “Davanti agli sguardi che Maria Kristina Massari ha incontrato in ogni parte del mondo, mi sono emozionato… Non so quali storie Maria Kristina nasconda dietro queste immagini: se un profondo rapporto o un incontro fugace, se una sostanziale estraneità o una lunga complicità. Ciò che mi pare evidente nelle sue fotografie è il rapporto diretto, personale, con i soggetti. Molti di essi guardano in macchina, quasi vi si abbandonano un segno di una fiducia, di una comprensione, di un amore che sta ben prima del momento dello scatto.”

Le foto a corredo dell’articolo di Cattania furono pubblicate per gentile concessione della famiglia Ravenna-Tumiati, presso la quale è ancora oggi custodito l’intero archivio che contiene circa un migliaio di fotografie di Maria Cristina, catalogate viaggio dopo viaggio. Si tratta di negativi e stampe in bianco e nero, formato 18×24, con l’indicazione precisa dell’anno e la puntuale descrizione dei luoghi visitati.

Chi scrive, in tutta sincerità, deve ammettere che vedendo i soggetti si deduce come in effetti ben poco abbiano da invidiare agli scatti di fotografi famosi come Steve McCurry o Sebastião Salgado: l’attimo colto negli sguardi delle persone e nelle loro pose rende inconfondibile la capacità espressiva che riusciva a cogliere col suo obbiettivo. Sarebbe quindi interessante valutare la possibilità di ospitare quella collezione, magari in modo permanente, presso le sale del Palazzo Massari, andando incontro al suo desiderio di immaginare un ciclo di esposizioni di quelle immagini sui viaggi nei vari continenti, dal titolo che potrebbe suonare come I volti del mondo: un piacevole escamotage per riaccogliere Maria Cristina Massari nel palazzo che porta il suo cognome, accanto ai suoi avi. La duchessa ne sarebbe contenta e, con lei, anche noi ferraresi.

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