

Il 26 novembre 2025, davanti ad uno dei templi dorici più antichi, quello dedicato ad Era nel Peloponneso, si è accesa la fiamma olimpica. Olimpica perchè il tempio è quello di Era a Olimpia, la città sacra dove nel 776 a.C. si sono svolti i primi antichi giochi panellenici (cioè, di tutti i greci) che noi, a partire dal 1896 – e cioè da quando Pierre de Cubertin li ha in un qualche modo ripristinati – chiamiamo semplicemente Olimpiadi.
Sono poche oggi le tradizioni che resistono con tale forza, ma quella della fiamma olimpica è tra queste: così come doveva accadere 2000 anni fa, ogni quattro anni (in realtà ogni 2, se contiamo anche le olimpiadi invernali) una attrice vestita da sacerdotessa sfrutta la luce del sole con uno specchio parabolico, invocando l’aiuto del dio Apollo per accendere il fuoco all’interno di un apposito braciere. Il 26 novembre scorso è stata una giornata nuvolosa e il rito (svolto con una fiamma di riserva comunque accesa nei giorni precedenti secondo il rigido cerimoniale) si è tenuto all’interno del Museo Archeologico di Olimpia. Nelle edizioni antiche dei giochi il fuoco sacro di Estia (la dea del focolare) restava acceso per tutta la durata dei giochi, a significare che Olimpia era per quei giorni il centro della grecità: la torcia e la staffetta sono elementi di introduzione successiva (rispettivamente dal 1928 e dal 1936), ma il fuoco come simbolo dello spirito olimpico è ancora oggi un elemento centrale.

Quel fuoco “sacro” acceso a novembre a Olimpia ha poi percorso 2200 chilometri passando di mano in mano ai tedofori (coloro che trasportano la fiaccola sacra, detta teda, ndr) in una rituale staffetta fino ad arrivare ad Atene: qui il 4 dicembre si è svolta la Cerimonia di Consegna della Fiamma Olimpica, che da de Coubertin in poi segna il passaggio della fiamma alla nazione ospitante successiva (l’Italia, appunto). È così che è arrivata a Roma e sta percorrendo tutte le regioni italiane (oltre 60 città, 300 comuni in tutto) per arrivare a Milano il 6 febbraio, in tempo per la cerimonia di apertura della 25a edizione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. Un lungo percorso che passa anche per Ferrara dove domani 7 gennaio sarà portata da 43 tedofori e si fermerà in Piazza Castello per accendere anche qui un braciere, proprio con quella stessa (sacra) fiamma di Olimpia.
A Ferrara, scelta come città di tappa, il grande evento è previsto per mercoledì 7 gennaio: la partenza è prevista in via Pomposa per le 17.55 e il percorso prevede poi il passaggio per le vie centrali, da via Giovecca a Piazza Ariostea fino a Palazzo Diamanti. La fiamma arriverà quindi alle 19.30 in piazza Castello, dove sarà allestita anche la City City Celebration con Villaggio Olimpico.

Ma come sono state scelti i 43 fortunati che potranno avere l’emozione (e immaginiamo un po’ di ansia) di portare la fiaccola olimpica? Ne abbiamo parlato con Ruggero Tosi, delegato provinciale di Ferrara del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), emanazione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO).
“In realtà sono i Comuni ad avere la delega dell’organizzazione della staffetta – ci spiega Tosi – ovviamente sotto l’egida e le indicazioni della Fondazione Milano Cortina 2026, e cioè del Comitato Olimpico. A livello provinciale il CONI è intervenuto per correggere alcune distorsioni e storture: se è vero che chiunque poteva inviare la propria candidatura, era importante che per la scelta finale fossero mantenuti alcuni criteri per dare rappresentanza allo sport ferrarese“.
Per essere tra i 10.001 a portare la torcia olimpica di Milano Cortina 2026 – tra l’altro, un oggetto davvero di design dalle linee essenziali, progettato dall’architetto Carlo Ratti – ci si poteva autocandidare entro il 30 giugno 2025: bastava aver compiuto i 15 anni, registrarsi all’apposito portale, rispondere in 500 caratteri a tre domande (Perché desideri essere un Tedoforo, che significato ha per te? Quali sono i valori a cui ti senti più affine e come li interpreti? Se qualcuno volesse segnalare la tua candidatura, cosa racconterebbe di te?) e indicare la taglia dell’uniforme che, qualora selezionati, si sarebbe ricevuta.

Tra i tedofori ferraresi ci sono Mirco Antenucci, simbolo della recente storia della SPAL (che però oggi, per una serie di disastrosi eventi, si chiama temporaneamente Ars et Labor Ferrara) e Alessia Maurelli, pluridecorata azzurra nella ginnastica ritmica, due nomi già candidati a giugno scorso dall’amministrazione comunale. “Abbiamo poi spinto – continua Tosi – per l’inserimento di Luca Rambaldi, argento nel canottaggio alle ultime olimpiadi e Jessica Rossi, oro a Londra 2012 nel trap (specialità del tiro a volo olimpico, ndr) femminile. Sono quattro nomi non negoziabili, per criteri di nascita o di percorso sportivo all’interno della nostra città, a cui si aggiunge Martina Santandrea, ginnasta ritmica di Bentivoglio cresciuta nella Estense Putinati insieme a Maurelli.”
Tra le tante storie interessanti c’è anche quella di Mirko Rimessi (con cui avevamo parlato proprio un anno fa per raccontare gli oltre 100 anni di storia della Palestra Ginnastica Ferrara), uno dei 43 tedofori scelti. La sua è una storia curiosa, visto che in casa ha proprio una fiaccola olimpica, quella dei giochi di Pyeongchang del 2018.

Nel suo conto alla rovescia c’è infatti l’emozione per una seconda volta: Rimessi fu selezionato tra i dreamer dalla campagna di recruitment nazionale di Samsung (furono 1.500 in tutto il mondo) per il suo sogno di vedere il pattinaggio a rotelle tra gli sport inseriti negli sport olimpici. Di quel 2018 ricorda “quei duecento metri, fosse stato facile… il fuoco “passa”, foto di fronte, foto di lato e comincia il tuo momento, sono tre minuti e non ti ricordi nulla di quello che volevi dire. Mi ero preparato il discorso, era bello, chiaro, fluente. Pure con alcune parti in inglese, poi ha vinto l’emozione. Sono comunque riuscito a parlare di pattinaggio corsa e Olimpiadi, perché quello è il sogno che mi ha consentito di essere lì, grazie a chi ha deciso che era giusto raccontarlo al mondo“.
Durante l’edizione di Pyeongchang una copia della fiaccola fu regalata ai partecipanti di quella esperienza: per questo Ferrara può vantarsi di essere sede di una fiaccola olimpica e di girare l’intera città grazie agli infiniti racconti di Rimessi, scuola dopo scuola, incontro pubblico dopo incontro pubblico.

E gli altri tedofori e tedofore chi saranno? Al momento in cui pubblichiamo questo articolo sono davvero poche le informazioni pubbliche sugli altri fortunati e fortunate ad avere il privilegio e la tensione di poter avere in mano, anche per pochi passi, un fuoco per così dire divino: sarà lo stesso Comitato Olimpico ad aggiornare la lista e indicare i nomi dei 43 proprio appena prima prima dell’inizio della staffetta in città.
Sui social network circolano già alcuni nomi di ferraresi selezionati, ma non tutti parteciperanno alla tappa di Ferrara: alcune persone saranno protagoniste a Comacchio o in altre città. Il comitato organizzatore, infatti, non assegna necessariamente la sede indicata in fase di candidatura e gli spostamenti, anche a centinaia di chilometri, sono resi possibili grazie al supporto degli sponsor, come spiegato nel gruppo Facebook Tedofori Milano Cortina 2026.
Insomma, l’appuntamento per vedere i 43 tedofori è mercoledì 7 gennaio a partire dalle 17.55, e poi fino alle 19:30 per il gran finale in Piazza Castello: siamo sicuri che ci saranno molte più gambe ad affiancarsi a quelle delle persone con in mano la fiaccola di Milano Cortina 2026, in un emozionante corteo di curiosi e appassionati, accorsi per vedere la fiamma sacra di Olimpia tra le Mura estensi.
Informazioni
Sito ufficiale Milano Cortina 2026
Modifiche alla viabilità per il passaggio dei tedofori
Classe 85, vive a Ferrara da vent’anni. Secondo il profilo ufficiale è Infermiere, nel contempo si occupa da anni di giornalismo con l’idea di cercare di raccontare il mondo da una angolazione sempre nuova, con spirito critico ma rivolto al meglio, al domani e al possibile. Ha scritto un romanzo, si chiama “Sfumature” e si occupa di musica con una newsletter settimanale, live report e altro.Qui su Filo, articolo dopo articolo tenta di costruire un mondo più informato, consapevole ed ottimista o, almeno, aderente alla realtà.



Complimenti al giornalista, articolo pulito, chiaro e semplice. Si legge con leggerezza e curiosità proprio come un romanzo. Molto preciso nelle spiegazioni. Fossero tutti così ! Bravo