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SUMMARY:La musica alla Corte degli Estensi
DESCRIPTION:Angelo Branduardi sarà protagonista di uno degli appuntamenti musicali più attesi dell’anno a Ferrara con lo spettacolo La musica alla Corte degli Estensi che si terrà l’11 dicembre 2025 alle ore 20.30 al Teatro Comunale Claudio Abbado Ferrara. \nAngelo Branduardi\, figura iconica della musica italiana e spesso soprannominato il “menestrello scapigliato” per la sua abilità nel fondere epoche e generi\, collabora per il progetto discografico Futuro Antico per Ferrara. La serie è nata da un’approfondita ricerca filologico-musicale e mira a recuperare e reinterpretare brani del passato\, in particolare della musica medievale e rinascimentale\, trasformandoli in chiave pop. \nCon La musica alla Corte degli Estensi\, Branduardi non propone un semplice concerto\, ma un vero e proprio viaggio attraverso la storia\, la cultura e il territorio ferrarese. L’artista\, con la sua maestria\, rende accessibile e contemporanea una musica secolare\, creando un ponte tra passato e presente e dimostrando come le melodie antiche possano ancora emozionare e ispirare il pubblico odierno. \nLa scelta di Ferrara come fulcro di questo nuovo capitolo di Futuro Antico evidenzia il profondo legame tra l’arte di Branduardi e la ricchezza del patrimonio storico-artistico italiano. \nLa musica alla Corte degli Estensi è una produzione della Lungomare srl e l’evento\, promosso dal Comune di Ferrara\, si inserisce nel ricco programma di celebrazioni per il trentennale del riconoscimento di Ferrara come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. \nBiglietti disponibili a partire da 10 euro. Info e vendite su www.teatrocomunaleferrara.it\, su Vivaticket e in biglietteria del Teatro Comunale di Ferrara (Corso Martiri della Libertà\, 21).
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SUMMARY:Festa della Danza
DESCRIPTION:L’evento che apre il Festival di Danza Contemporanea 2025 del Teatro Comunale di Ferrara\, e si svolgerà l’11 e 12 settembre alle 19.30 e alle 20.30\, (biglietto unico a 5 euro). \nLe due serate della Festa della Danza si terranno tra Rotonda Foschini e il Teatro Abbado e sono dedicate alle scuole di danza del territorio: Gym&Tonic\, Jazz Studio Dance\, Multidanza\, Acqua Time\nS.S.D.\, Dance Nation\, Hip Hop Room Ferrara\, A.S.D. Vigarano Danza\, Gruppo Teatro Danza\, Società di Danza/Le danze dell’800\, Luisa Tagliani\, Zenit E-motion\, Cento City Ballet\, Olympia Sermide\, Danza Classica Arabesque\, Mimesis Danza\, Gym&Tonic Pontelagoscuro\, Polisportiva Putinati\, Polisportiva Doro. \nL’evento rappresenta un’occasione speciale per valorizzare il lavoro\, la passione e la creatività delle realtà formative locali\, che avranno l’opportunità di salire sul palco e presentare al pubblico una varietà di coreografie. Ogni scuola porterà in scena il proprio stile\, la propria visione e l’entusiasmo degli allievi\, contribuendo a creare un mosaico dinamico e ricco di espressioni della danza contemporanea.
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SUMMARY:Teatro Comunale - FUNERAL HOME
DESCRIPTION:12 Gennaio 2024 – 20:30 \n13 Gennaio 2024 – 20:30 \n14 Gennaio 2024 – 16:00  \nGIACOMO PORETTI – DANIELA CRISTOFORI\nFUNERAL HOME\ndi e con Giacomo Poretti e Daniela Cristofori\ncollaborazione ai dialoghi\, regia e disegno luci\nMarco Zoppello\nscenografia\nStefano Zullo\ncostumi di\nEleonora Rossi\nmusiche originali e sound design di\nGiovanni Frison\nproduzione Teatro de Gli Incamminati \nINCONTRO CON LA COMPAGNIA\n13 gennaio\, ore 18.00 | Ridotto del Teatro \nUna coppia di anziani\, Lui e Lei\, si sta recando ad un funerale.\nLei è tutta in ghingheri\, tailleur e gioielli\, Lui è un misto tra abito da cerimonia e gita fuori porta. Lei vuole andare\, arrivare presto\, Lui non ne ha la benché minima voglia. Eccoli qua\, Rita e Ambrogio\, siamo alle solite. Ovviamente litigano. Come solo due anziani sanno litigare\, con ferocia\, ma anche molto teneramente. In realtà\, dopo essersele dette di santa ragione su qualsiasi argomento\, avrebbero anche il tempo di rendere omaggio alla salma che è nella stanza accanto. Ma\, nemmeno a dirlo\, Ambrogio non ne vuole sapere.\nPerché? Ovvio: perché la morte lo terrorizza\, come solo sa terrorizzare gli anziani\, anzi non ne vorrebbe proprio parlare. Rita invece ne vuole parlare\, eccome! Proprio come ne parlano gli anziani\, curiosi\, intimoriti\, rassegnati e speranzosi. Trascorreranno un’ora e mezza\, Lui a sfuggire dalla realtà e Lei a cercare di riportarcelo. Un inseguimento follemente divertente e poetico. Però calma! Ci vuole rispetto\, siamo ad una cerimonia.\nChe si svolge in una funeral home. \nTeatro Comunale: teatrocomunaleferrara.it/events/event/funeral-home/ \ntel. 0532 202675
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SUMMARY:Manuel Agnelli nel musical LAZARUS
DESCRIPTION:Lazarus arriva a Ferrara dall’1 al 3 giugno\nManuel Agnelli sul palco del Teatro Comunale dall’1 al 3 giugno con l’opera rock di David Bowie ed Enda Walsh\, regia di Valter Malosti \nVoltati e affronta l’ignoto. (Turn and face the strange) \nConsiderato «il regalo d’addio di David Bowie al mondo»\, Lazarus è un inconsueto e per certi versi straordinario pezzo di “teatro musicale”\, scritto dall’artista poco prima della sua scomparsa insieme al drammaturgo irlandese Enda Walsh. \nBowie\, seppur piegato dalla malattia\, con uno straordinario e commovente sforzo creativo\, ha voluto lasciarci questo prezioso dono\, questa navicella spaziale lanciata verso il futuro\, che si può considerare\, insieme al magnifico album Blackstar\, uscito due giorni prima della morte\, il suo testamento creativo. \nERT / Teatro Nazionale ha ottenuto i diritti in esclusiva nazionale: dopo il debutto al Teatro Bonci di Cesena e le repliche a Modena\, Rimini\, Roma\, Bologna\, Napoli\, Lugano e Milano\, la tournée di Lazarus arriva al Teatro Comunale di Ferrara dall’1 al 3 giugno. La regia è di Valter Malosti\, direttore di ERT\, che ne ha curato la versione italiana confrontandosi con lo stesso Walsh\, di cui Malosti aveva già messo in scena due testi legati a due spettacoli di culto quali Bedbound (2001) e Disco Pigs (2005). \nNel ruolo del protagonista Newton uno dei nomi di punta della musica italiana: Manuel Agnelli\, cantautore e storico frontman degli Afterhours\, da solista ai primi posti delle classifiche con l’album Ama il prossimo tuo come te stesso (2022)\, che ancora una volta dimostra la propria versatilità approdando al teatro dopo la tv\, il cinema e la radio. Agnelli sarà affiancato dalla cantautrice e polistrumentista vincitrice della XIV edizione di X-Factor Italia Casadilego e dalla coreografa e danzatrice Michela Lucenti. \nUn ricchissimo cast di 11 interpreti\, che vede sul palco anche numerosi giovani attori/cantanti di talento: Dario Battaglia\, Attilio Caffarena\, Maurizio Camilli\, Noemi Grasso\, Maria Lombardo\, Giulia Mazzarino\, Camilla Nigro\, Isacco Venturini; e 7 musicisti\, tra i migliori della scena musicale italiana: Laura Agnusdei\, Jacopo Battaglia\, Ramon Moro\, Amedeo Perri\, Giacomo “ROST” Rossetti\, Stefano Pilia\, Paolo Spaccamonti. Il progetto sonoro e la produzione musicale sono di GUP Alcaro\, collaboratore storico di Valter Malosti.\nLe luci di Cesare Accetta\, le scene di Nicolas Bovey\, le installazioni video di Luca Brinchi e Daniele Spanò\, la cura del movimento di Marco Angelilli\, la cura dei cori e le pratiche della voce di Bruno De Franceschi\, i costumi di Gianluca Sbicca. \nIn occasione della replica di venerdì 2 giugno\, festa della Repubblica\, alle 17 al Ridotto del Teatro Comunale\, il regista Valter Malosti\, il protagonista Manuel Agnelli e il cast dello spettacolo incontrano il pubblico. Modera Marcello Corvino\, direttore artistico del Teatro. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. \nINFORMAZIONI E BIGLIETTI: \nTeatro Comunale di Ferrara\, corso Martiri della Libertà 5\nPrezzi dei biglietti: da 11 a 30 euro\, sono previste riduzioni per over 65\, under 30. Per chi ha meno di vent’anni l’ingresso è di 9 euro.\nInfo e vendite in Biglietteria (corso Martiri della Libertà 21)\, su Vivaticket e sul sito teatrocomunaleferrara.it. \nL’opera \nLa prima rappresentazione di Lazarus ha avuto luogo il 7 dicembre 2015 al New York Theatre Workshop di Manhattan\, e quella è anche stata l’ultima apparizione pubblica di Bowie che sarebbe scomparso appena un mese dopo (il 10 gennaio 2016). \nA più di 50 anni dal romanzo originale The Man Who Fell to Earth di Walter Tevis (lo stesso autore del libro che ha dato origine alla fortunata serie televisiva La regina degli scacchi / The Queen’s Gambit)\, e a 40 dall’omonimo film di Nicholas Roeg\, che ha visto Bowie nella sua miglior prova come attore\, l’artista britannico ha scelto di riprendere in Lazarus le fila dell’infelice storia del migrante interstellare Newton\, costretto a rimanere sulla Terra.\nHa scritto insieme a Walsh un labirintico sequel de L’uomo che cadde sulla terra\, «forse – commenta Malosti – per concludere anche quel capitolo rimasto in sospeso\, per liberare o liberarsi di quel personaggio\, così come aveva fatto nel video di Blackstar con l’altrettanto malinconica epopea del Major Tom di Space Oddity e ancor prima con Ziggy Stardust\, di cui ha inscenato la morte alla fine del tour del 1973\, riponendo poi il manichino coi vestiti di Ziggy nella magnifica mostra David Bowie is\, in una teca-sarcofago simile a quella di Biancaneve o a una camera di ibernazione». \nNella versione di Bowie e Walsh\, l’alieno è ancora prigioniero sulla Terra\, sempre più isolato nel mondo\, chiuso nel suo appartamento\, in preda alla depressione e vittima dei suoi fantasmi e della dipendenza dal gin: un moribondo che non riesce a morire. In questa situazione disperata Newton riceve segnali dal passato attraverso la TV\, capta visioni del futuro generate dalla sua mente\, mescola realtà e sogni ad occhi aperti. Vari personaggi (fantasmi? proiezioni mentali?) si aggirano nello spazio claustrofobico dell’appartamento di Newton (o nel continuum devastato della sua mente?).\nMa per Bowie la figura dell’alieno rappresenta tutti i “diversi”\, o meglio quelli che la società considera tali. \n«Bowie – afferma Malosti – era un’antenna sensitiva dello spirito del tempo e delle arti\, percepiva umori e atmosfera\, e poi digeriva e rimescolava tutto in una sintesi geniale\, direi alchemica\, visto il suo interesse per questa materia\, in cui l’androginia e l’energia dionisiaca fanno esplodere l’interiorità e l’identità in mille frammenti e altrettante maschere». \n«Alla luce della sua morte – prosegue il regista – tendiamo a leggere tutto ciò che Bowie ha creato nei suoi ultimi anni come allegoria autobiografica\, specialmente quando ci viene data una serie di indizi apparentemente ovvi come quelli che troviamo in Lazarus. Ma Bowie\, come sempre nelle sue creazioni e nei suoi alter ego\, sta usando la persona di Newton\, mobilitandola come veicolo per una serie di temi costanti che troviamo nella sua musica: l’invecchiamento\, il dolore\, l’isolamento\, la perdita dell’amore\, l’orrore del mondo e la psicosi indotta dai media. Newton è allo stesso tempo Bowie e non è Bowie». \nLo spettacolo include numerosi brani fra i più celebri di Bowie e quattro inediti scritti appositamente\, legati in modo da costruire una frammentata e affascinante drammaturgia parallela\, tra cui il capolavoro che dà il titolo all’opera. \nPlaylist\nLazarus / It’s No Game / This Is Not America / The Man Who Sold the World / No Plan / Love Is Lost / Changes / Where Are We Now? / Absolute Beginners / Dirty Boys / Killing a Little Time / Life on Mars? / All the Young Dudes / Sound and Vision / Always Crashing in the Same Car / Valentine’s Day / When I Met You / Heroes. \nUna produzione esecutiva di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale realizzata insieme a importanti Teatri Nazionali: Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale\, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale\, Teatro di Roma – Teatro Nazionale e al LAC Lugano Arte e Cultura.\nIl testo della versione italiana di Valter Malosti sarà pubblicato con la Nave di Teseo/Baldini di Elisabetta Sgarbi. \nInterpreti / Personaggi \nManuel Agnelli – Newton\nCasadilego – Ragazza\, poi Marley\nMichela Lucenti – Elly\nDario Battaglia – Valentine\nAttilio Caffarena – Michael\nMaurizio Camilli – Zach\nNoemi Grasso\nMaria Lombardo coro delle Teenager\nGiulia Mazzarino\nCamilla Nigro – Maemi / Donna giapponese\nIsacco Venturini – Ben / Il doppio di Newton
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SUMMARY:GAETANO DONIZETTI - IL CAMPANELLO Opera buffa in un atto
DESCRIPTION:Prosegue la sinergia con il Conservatorio di Ferrara\, che presenta sul palco del Teatro Comunale Il Campanello di Gaetano Donizetti\, con un cast formato interamente da studenti del Frescobaldi. Venerdì 19 (per le scuole) e sabato 20 maggio l’opera buffa sarà messa in scena dal regista Giovanni Dispenza. L’Orchestra del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara è diretta da Marco Titotto. \nOpera buffa in un atto\, nota anche con i titoli Il campanello di notte e Il campanello dello speziale\, Il Campanello fu rappresentato per la prima volta al Teatro Nuovo di Napoli nel 1836. Il libretto\, dello stesso Donizetti\, è tratto da un vaudeville rappresentato a Parigi solo pochi mesi prima e testimonia la leggendaria rapidità del compositore che scrisse l’opera in otto giorni\, per venire incontro alle richieste dell’impresario Filippo Pellegrino. Il successo della farsa risollevò le difficoltà economiche del Teatro Nuovo e dopo questo allestimento\, che conteneva dialoghi parlati in napoletano\, Donizetti aggiunse i recitativi in italiano con l’aiuto di Salvatore Cammarano\, con cui aveva collaborato l’anno prima per Lucia di Lammermoor. \nOpera buffa in un atto\nsu libretto di Gaetano Donizetti\nPrima rappresentazione Napoli\, 1836 \nregia Giovanni Dispenza\nSolisti e Orchestra del Conservatorio Frescobaldi\ndirettore Marco Titotto \n  \nInfo abbonamenti\nAcquisto biglietti on line clicca qui o su Vivaticket
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SUMMARY:MARCO PAOLINI SANI! Teatro fra parentesi
DESCRIPTION:Da un episodio epico-comico vissuto con Carmelo Bene nel 1983 all’incontro-scontro dal respiro geopolitico tra Reagan e Gorbačëv al vertice di Reykjavík nel 1986; dalla ricostruzione dopo il terremoto in Friuli del ’76 alla ripartenza dopo la pandemia. Marco Paolini immagina un nuovo Album per ripensare il patto tra teatro e spettatori\, nello spettacolo concepito nel 2021\, ulteriore anno di sospensione delle attività artistiche dopo il lockdown del 2020. Ogni argomento\, ogni accadimento sono parti\, personaggi\, scene\, fili di una storia che prende forma di ballata. Fondato su un canovaccio autobiografico\, che cuce insieme storie vecchie e nuove\, il progetto si è arricchito via via di canzoni e musiche\, scritte da Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi. Sani! è un’espressione usata per dare il saluto ai piedi delle Alpi\, nella valle del Piave. È un augurio\, una benedizione\, un viatico. Viene da Salus\, riassume il senso del teatro per questo tempo\, un teatro che mette insieme creando ponti. \ndi e con Marco Paolini \nmusiche originali composte ed eseguite da Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi \nluciaio Michele Mescalchin \nfonico Piero Chinello \ndirezione tecnica Marco Busetto \nproduzione Michela Signori\, JOLEFILM \n \nInfo abbonamenti\nAcquisto biglietti online clicca qui e su Vivaticket \n 
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SUMMARY:FLAVIO BOLTRO e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini - RASSEGNA "LA MUSICA DONA EMOZIONI"
DESCRIPTION:Questo appuntamento è interamente dedicato al jazz con il quartetto composto da Flavio Boltro alla tromba\, Stefano Senni al contrabbasso\, Fabio Giachino al pianoforte ed Enzo Zirilli alla batteria\, spalleggiati dal Decimino della Cherubini composto da tre trombe\, tre corni\, tre tromboni e una bassotuba – uno degli ensemble frutto dell’intensa attività cameristica dell’Orchestra. Il torinese Flavio Boltro si è esibito con musicisti come Cedar Walton\, Bob Berg\, Don Cherry\, Billy Hart e Billy Higgins. È stato sideman di Freddie Hubbard e Jimmy Cobb\, ha fatto parte del gruppo di Laurent Cugny e della ONJ Francese e del sestetto di Michel Petrucciani; nel 2010 è stato insignito del Jazzit Award. Gli arrangiamenti del programma\, che include un omaggio a Petrucciani\, sono di Andrea Ravizza. \nProgramma musicale \nBrani per quartetto jazz e ensemble di fiati arrangiati da Andrea Ravizza \n\nDECIMINO FIATI ORCHESTRA GIOVANILE LUIGI CHERUBINI\nQuartetto FLAVIO BOLTRO tromba\nSTEFANO SENNI contrabbasso\nFABIO GIACHINO pianoforte\nENZO ZIRILLI batteria \n  \nPrezzi\nPosto unico: Intero € 15\, Ridotto € 9 (under 30 e over 65)\nAcquisto biglietti alla biglietteria del Teatro\, on line – clicca qui – e su Vivaticket
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SUMMARY:GIACOMO PORETTI - CHIEDIMI SE SONO DI TURNO
DESCRIPTION:In ospedale si entra solo per tre motivi: se uno è ammalato\, se si va a trovare un ammalato\, oppure\, se sei particolarmente sfortunato\, se ci devi lavorare.\nIl protagonista di questo monologo aveva immaginato per sé un avvenire radioso come calciatore\, astronauta o avvocato di grido; ma la sorte è a volte sorprendente\, talvolta bizzarra\, e quasi sempre misteriosa\, e così\, mentre sta per ricevere il pallone d’oro\, aprendo gli occhi si ritrova nelle proprie mani una scopa di saggina.\nPartito dai bagni finirà sulla scrivania del Capo sala\, dopo un vorticoso viaggio per tutti i reparti dell’ospedale\, attraverso letti da rifare\, suore\, dottori\, malati veri e immaginari\, speranze di guarigione e diagnosi che spengono i sorrisi\, sempre con due amici fidati: la scopa di saggina e il pappagallo.\nIl pappagallo è lo strumento detestato da tutti in ospedale\, chi lo deve usare\, chi lo deve pulire\, il Primario non lo vuole vedere\, i parenti lo vogliono occultare. Ma attraverso il pappagallo passa tutta l’umanità\, tutta la delicatezza\, tutta la vergogna e il rispetto di quando si ha bisogno d’aiuto e di qualcuno che tenga compagnia alla nostra fragilità. \ndi e con Giacomo Poretti \nregia Andrea Chiodi \nscene e costumi Matteo Patrucco \ndisegno luci Luna Mariotti \naudio Marco Broggiato \nproduzione AGIDI \nInfo abbonamenti\nAcquisto biglietti online clicca qui e su Vivaticket
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SUMMARY:La musica dona emozioni: la fisarmonica di Simone Zanchini e l’Orchestra Cherubini a Ferrara
DESCRIPTION:Certo non è consueto incontrare una fisarmonica nei panni di solista al fianco di un’orchestra classica. Così come non lo è ascoltare un musicista che sappia sommare in sé gli interessi e gli stili più diversi\, muovendosi lungo e oltre i confini della musica classica\, contemporanea\, acustica ed elettronica\, della sperimentazione jazz e delle contaminazioni extracolte\, fino a quelli dell’improvvisazione. Ecco perché ogni esibizione di Simone Zanchini si rivela come un incontro unico\, raro\, e imperdibile per l’intreccio di espressività e spericolato virtuosismo. Infatti\, assecondando uno strumento che per sua natura rifugge le classificazioni\, in nome di una duttilità assoluta\, Zanchini è da anni uno dei protagonisti assoluti del “riscatto” della fisarmonica\, di quell’evoluzione che l’ha portata dal mondo delle balere alla conquista dei palcoscenici più prestigiosi. Come dimostra questa tournée – Cervia\, Perugia\, Ferrara e Imola –  che lo vede protagonista insieme all’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini\, diretta da Giovanni Conti\, e che lunedì 17 aprile arriva al Teatro Comunale di Ferrara (ore 20.30) per il secondo dei concerti della rassegna La musica dona emozioni a sostegno della Fondazione ADO\, da anni accanto ai pazienti affetti da patologie oncologiche o cronico evolutive a Ferrara e in provincia. \nNel sentire comune\, ancora oggi la fisarmonica conserva un “sapore” popolare\, ma in realtà come è cambiata e sta cambiando la sua immagine?\n«L’aspetto legato alla tradizione riveste ancora una certa importanza\, ma lo strumento a mantice ottocentesco ha iniziato a essere “sdoganato” trent’anni fa quando nei primi anni Novanta è entrato di diritto nei corsi di tutti i Conservatori – io stesso\, nonostante gli inizi legati al jazz e al mondo dell’improvvisazione\, rappresento uno dei primi\, forse il primo diplomato in Italia\, al Conservatorio “Rossini” di Pesaro. La legittimazione accademica ha contribuito a nobilitare la fisarmonica\, ma rimane il fatto che si tratta di uno strumento “giovane”\, quindi dal repertorio limitato\, soprattutto pensando alle musiche che la vedono protagonista con l’orchestra. E dire che il suo timbro di strumento di legno ad ancia si fonde in modo naturale e sublime con quello degli archi! Suonare con la Cherubini per me è anche l’occasione per mostrare le potenzialità insospettate di questo strumento.» \nA proposito di repertorio\, nel processo di nobilitazione della “fisa” un ruolo importante spetta ai compositori.\n«Certamente\, basta pensare all’impulso fondamentale impresso da Astor Piazzolla – per quanto la sua sia musica pensata per bandoneon che poi viene trascritta per fisarmonica. Era il 1999 quando per la prima volta mi sono esibito alla Scala\, e proprio con il suo Libertango: era ancora un’operazione “ardita”… oggi è tutto diverso\, e le sue composizioni risuonano in tutti i teatri del mondo. Grazie proprio al coraggio e al talento che gli hanno permesso di trasformare il tango dei bordelli di Buenos Aires in vera musica classica\, scrivendo brani bellissimi\, per orchestra sinfonica come per ensemble cameristici». \nIn questi concerti di Piazzolla propone due “must”\, Oblivion e Escualo\, ma in programma appare anche un altro grande autore.\n«Richard Galliano! Con lui sento una particolare affinità\, perché oltre che fisarmonicista-compositore è anche jazzista\, ed è lì che affondano le mie radici\, per esempio in quei processi di improvvisazione che egli adotta per le cadenze. Galliano è quello che posso definire il trait d’union tra il jazz\, la scrittura più moderna\, e l’orchestrazione di tipo classico. Per le sue pagine\, poi\, va messa in campo tutta la maestria del solista\, in particolare\, il suo Opale Concerto\, brano del repertorio che si plasma sulle potenzialità virtuosistiche dello strumento». \nPiazzolla e Galliano incorniciano poi due brani di Roberto Di Marino di cui verrà eseguito in prima assoluta “Four Colors” composto appositamente per fisarmonica e orchestra.\n«Di Marino è un compositore che ha al suo attivo già moltissimi lavori e collaborazioni con istituzioni e musicisti prestigiosi\, tra tutti i Virtuosi dei Berliner\, che hanno inciso tra l’altro suoi Concerti per violino. Alcuni anni fa mi ha colpito il suo Bandoneon Concerto per il nitore della scrittura ma anche per la sua modernità\, per quelle poliritmie dispari\, irregolari\, che emergono nel terzo movimento e per il formidabile tratto melodico che risuona perfetto nell’amalgama timbrico che scaturisce dall’incontro tra fisarmonica e archi. L’ho fatto mio\, adattandolo alla fisarmonica\, ed ora mi sono spinto a commissionargli una nuova composizione\, una suite che nasce per la più complessa tecnica della fisarmonica: Four Colours. Una sorta di concerto in quattro quadri diversi che mi consente di esplorare le potenzialità dello strumento e che al tempo stesso\, assecondando le mie radici jazz\, mi lascia spazio per l’improvvisazione. Sempre con l’infallibile gusto per la cantabilità che caratterizza il suo stile e con qualche reminiscenza “tanguera” declinata secondo l’esotismo di diversi “colori” musicali». \nPrevendite presso la Biglietteria del Teatro (0532 202675)\, su www.teatrocomunaleferrara.it e Vivaticket: biglietto intero 15 Euro (posto unico); ridotto 9 Euro per studenti\, over 65 e associazioni; ridotto 5 Euro per studenti dei Conservatori di Ferrara\, Rovigo\, Adria e Bologna (fino a due biglietti a studente).
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