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Fabula Fine Art

7 dicembre ore 18:00 - 20:00

Sacra Ferrarese

Coincidente con il periodo natalizio, ma mostra tutt’altro che stucchevole e tantomeno oleografica, “Sacra Ferrarese”, con curatela di Lucio Scardino, si aprirà presso la galleria “FabulaFineArt” venerdi 7 dicembre, ore 18, in via del Podestà 3 a Ferrara, con chiusura un esatto mese dopo.
Provenienti da un paio di collezioni private ferraresi, la decina di opere esposte partono da una “Sacra Famiglia” del XVII secolo, di impianto ancora classicheggiante, vagamente raffaellesco, per giungere agli intelligenti omaggi al maestro seicentesco Carlo Bononi, operati dal pittore comacchiese Luca Zarattini, classe 1984, tagliandone e rimontandone in modo ingegnoso le pale recentemente esposte al palazzo dei Diamanti.
Del Settecento è una originale composizione mutila, ascritta a Giuseppe Avanzi (Ferrara 1745-1718), proveniente forse da un cassetto da sagrestia, in cui sono dipinti gli stumenti della Passione di Cristo (dal martello alla tenaglia), mentre del secolo successivo è una bellissima opera grafica della coppia Francesco Saraceni e Giovanni Pividor. Eseguita nel 1865 l’opera riveste un interesse storico, in quanto è l’unico documento superstite della decorazione barocca nel catino della basilica di S. Francesco, distrutta proprio in quell’anno: raffigurante un trionfo di santi francescani ed eseguita nel ‘600 dal Ferrari, la perduta decorazione è diligentemente restituita dall’opera dei due valenti disegnatori.
Quindi è la volta di una “Madonna col Bambino”, eseguita da Mario Capuzzo (1902-1978), codigorese d’elezione, risolta con un gusto antiquariale, che giunge ad una sorta di “falsificazione” neo-barocca.
In un percorso “meticciato” e quasi contrapposto, si giunge ai giorni nostri,con l’enorme composizione ispirata all'”Ultima cena” di Leonardo da Vinci (ma con echi caravaggeschi e concettuali), opera di Lorenzo Puglisi, nato nel 1971 a Biella ma trapiantato in Emilia, considerato fra i migliori pittori sacri d’oggi.
Concludono la rassegna due giovani, che hanno reinterpretato altrettante figure di santi: ma mentre Matteo Nannini, residente a Sant’Agostino, realizza un san Sebastiano, soldato palestrato e sofferente, con notevole vigore pittorico, il veronese Matteo Faben propone san Giorgio, patrono di Ferrara in un grande disegno spiritosamente “pop”, affiancato al drago, definitivamente sconfitto.

 

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