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Teatro Comunale di Ferrara

1 Marzo 2019 ore 21:00 - 23:30
|Evento ricorrente (vedi tutto)

Un evento ogni 2 giorno(i) che inizia alle 21:00, che si ripete all'infinito

Un evento ogni 3 giorno(i) che inizia alle 16:00, che si ripete all'infinito

ALESSANDRO HABER E LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE PORTANO IN SCENA IL DRAMMA DELL’ALZHEIMER

Uno spettacolo che affronta con leggerezza e con amara e pungente ironia il tema pur tragico della perdita della memoria e dell’autonomia da parte di un uomo. È Il Padre scritto dal francese Florian Zeller, considerato uno dei drammaturghi e romanzieri più brillanti della nuova generazione, e interpretato da Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere, con la regia di Piero Maccarinelli. Lo spettacolo, sesto titolo della stagione di Prosa 2018/2019, andrà in scena  venerdì 1° e sabato 2 marzo alle ore 21 e domenica 3 marzo alle ore 16 al Teatro Comunale di Ferrara. In scena, accanto ai due interpreti principali, ci sono Paolo Giovannucci, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo e Riccardo Floris.

Scrittore e drammaturgo francese nato nel 1979 e già tradotto in molte lingue, Florian Zeller ha vinto il Prix Interallié per il suo romanzo La fascination du pire (2004) che l’ha reso famoso e diversi premi Molière per le sue opere teatrali. Nel 2016 The Guardian l’ha definito “il più eccitante scrittore di teatro del nostro tempo”. Il padre (Le père), sua settima opera teatrale vincitrice di due premi Molière, debutta nel settembre del 2012 al Théâtre Hébertot di Parigi. Il successo è grandissimo e lo spettacolo viene replicato per due anni sulle scene francesi. Nel 2015 l’opera viene adattata per il grande schermo da Philippe Le Guay col titolo Florida.

Con questo allestimento di Maccarinelli Le père viene proposto per la prima volta in Italia.

Questa la vicenda: Andrea, uomo molto attivo nonostante l’età, mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare all’Alzheimer. Anna, sua figlia, molto legata a lui, fa il possibile per il benessere del padre che, dato l’aggravarsi della malattia, va a vivere con lei e il marito. Anna è convinta che questa sia la soluzione migliore. Ma le cose non vanno così: Andrea non è disposto a rinunciare alla propria indipendenza… Il morbo avanza e tutto a poco a poco per Andrea scompare: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia.

Tra il testo di Zeller e Maccarinelli è stato amore a prima vista. «È un testo perfetto quello di Zeller. Lo spettatore non capisce subito le situazioni e così si ritrova a vivere lo stato confusionale di Andrea che confonde tempi, luoghi e persone. Per questo la scena, costituita da “pannelli-pareti”, cambia in continuazione suscitando un certo spaesamento. Gli stessi attori, nei primi giorni di prova, si ritrovavano in percorsi dalle strane connessioni che potevano mettere in difficoltà. Haber – conclude Maccarinelli – è molto più giovane degli attori che finora hanno interpretato Andrea: una “ferocia” in più che rende ancora più inquietante questo testo».

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